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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista
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ottobre15

Ed il vento scalza dal terreno le pietre, prende lentamente forza contro un tronco d’albero bruciato e capovolto. Il panorama sembra fatto di cuscini verdi schiacciati a casaccio da un gigantesco pezzo di nastro magnetico nero e consunto.

La strada risuona isterica nel silenzio delle colline.

E’ una notte aliena, ed io, accoccolato in una sua fossetta di cielo, proprio non sò quanto il vento agonia le stelle.
E’ un martedì svirilizzato, bah… mi ricorda una vecchia favola, quella del leone con una spina nella zampa.
Avrei tanto bisogno di un topolino coraggioso che sa cavarsela dai guai.
Ma temo che in questo posto esistano solo iene pronte a banchettare con le carcasse.

Ho bisogno di una schiena nuova.

Nei miei bravi picchetti serali, dal balcone di casa scorgo le linee arcaiche dei comignoli, dita volte all’insù, impegnate in un’ipotetica scala maggiore, contro una specie d’infinito pianoforte laccato nero.

Strana la luna.
Una chiave di basso alla ricerca del suo pentagramma.
Un po’ come me.

Eppure, nonostante tutto, il cuore, ancora vestito di un jeans troppo largo che era stato di un’altra, mormora okay.
E magari, prima o poi, ricomincerà a battere.

inchino. JW

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poeti timidi?

settembre24

mi succede spesso, che qualcuno mi lasci una poesia in pv, volevo dirvi, poeti timidi, che potete metterla anche sul blog, le vostre opere sono le benvenute.Anzi apro una categoria su cui poter postare le vostre cose sotto forma di commento, ricordate di aggiungere il link al vostro sito

 Ecco quella di oggi

Da: JoshuaWeinberg
Oggetto: Strana alchimia

sei l’elettricità residua dei miei temporali, canoa capovolta fra sezioni di corpi, i cui monologhi, brevi, risuonano il mai

  muovi sottile sopra morbide anche, sei una specie di sogno, l’arcobaleno allungato fra i pori bagnati e le nuvole basse

sei midollo cobalto, una guerra, il dolore leggero

  sulfurei “se solo”, tu preda, tu libero oblio in carta velina

  mia conta, vista sottratta dall’orlo del cielo, delizia delfina nei voglio e i non posso.

Guardando là, nel profilo d’un ultimo flash, troverò te, strana alchimia d/io(d)dio
.
Ritrovando Cartesio, schemi liberi, ancora numeri primi.

Te, capziosa, intinto l’indice berrai il mio sorriso.

Se solo… l’amore ci metterà un niente a far guai…

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