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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista
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ma quando si diventa scrittori?

luglio20

quando si scrive, quando si pubblica, quando si pubblica con una grande casa editrice? No, perché io credo che scrittori si nasca, così come si nasce ‘molte altre cose’. Però, alla fine, si è scrittori solo quando qualcuno ti legge, non è vero?

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sìììììììììììì

settembre20

il mio alberello è riuscito a fare un limone!!! ed è bello grossetto, sìììììììììì
per ora si chiama Verduccio e lo adoro!

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vivere

novembre9

Mi chiedo se vedrò mai l’Africa o l’America, se prenderò un aereo, se un giorno guiderò ancora in autostrada. Mi chiedo se la mia vita non sia già del tutto virtuale così com’è, anche senza l’ausilio del pc… Un sogno che spesso somiglia a un incubo  e che si ripete e si ripete e si ripete…
Stesse strade e pareti e visi e gesti e parole all’infinito reiterate.
Allora apro un libro e leggo.
Sogno una vita e scrivo…

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invidio gli States

novembre5

Come vorrei essere lì, uno di loro, felici per la vittoria, sereni e fiduciosi nel loro presidente. Covare la certezza di avere ben votato e riposare la mente in questa certezza. Non come qui. E che bei discorsi si sono fatti i due avversari, che nobiltà… non come quei balordi dei nostri politici che sembrano gallinacci in rissa per un chicco di mais. Come vorrei essere americana oggi…

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caro blog…

novembre4

Da quanto mi fai compagnia… e ora ti ho tradito con FB! Ma ricordo i primi tempi, l’eccitazione per un nuovo commento, questa ‘virtuale’ esperienza come un nuovo gioco… vivo. Un Furby senza peluche e occhietti ‘sgriddati’, ma pur sempre un amico.
Quante persone conoscevo? tre, quattro…poche, care e da allora care continuano a esserlo anche se questo strano mondo si è ingrandito a dismisura e non c’è neanche il tempo di dare un’occhiata veloce alla metà di questa terra di parole e foto, senza odori, voci.
Non preoccuparti, vecchio blog, tutto passa. Qui nel mondo dei digitatori ogni cosa è velocissima: amore  e odio. Passerà anche FB e forse tornerò a te, celestino e rassicurante, casetta dei miei sogni e delle mie rabbie.
Degli amici di allora non ne ho dimenticato neanche uno anche se viaggio meno, commento meno, son tutti nel mio cuore che virtuale non è, a volte li sogno anche.
Caro blog… abbracciali per me.

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scrittori importanti e falliti scassamarroni

ottobre22

Girando in giro girovaga incappai nella definizione di scrittori scassamarroni: quei poveri illusi senza dignità e talento che inondano il web delle loro porcherie (più o meno questa la definizione). Nei giorni precedenti avevo anche sbirciato un’altra discussione in cui gli stessi ‘sfigati’ venivano ritenuti ‘falliti’. Questo detto da ‘scrittori importanti’ chiaramente o da lettori con la puzza al naso.Io non mi ci raccapezzo in tutto ciò! La prima cosa che noto, per esempio, è che gli scrittori ‘importanti’ sono assai poco democratici in genere (con dovute eccezioni, però, che non riporto per correttezza): se putacaso intervieni nelle loro discussioni ti snobbano con maestria, quasi fossi trasparente. Per non parlare dei libri ‘sommersi’ che vengono bollati a priori. Ma chi, o cosa, fa uno scrittore importante? la casa editrice? il suo giornalismo (il giornalista è un baciato dalla sorte in questo campo, superato solo da chi fa tv) o i suoi libri? Ne ho parecchi, d’importanti dico, in fila sulla libreria pronti per il mercatino dell’usato, mi ci farò almeno 4 o 5 pacchetti di sigarette (che fanno male, lo so ma a volte meno della delusione). Insomma, penso che la ‘generalizzazione’, la mancata attenzione al singolo interpretato per se stesso, sia davvero il male peggiore di quest’epoca buia.Probabilmente anche l’offerta che supera la domanda e il massiccio ingresso di decine di case editrici a pagamento (o fantasma) hanno prodotto tutto ciò. Una gara per la vita (semestrale?) del proprio libro, una selezione a colpi d’ascia, uno svendersi al miglior offerente. Io mi ci sento a disagio. Mancano parametri, ideali, eroi, generosità. Da un lato i ‘detentori’ della letteratura spesso gasati dai mezzi informatici e dalla ‘corte’ che raccolgono intorno a sé e magari deludenti, o quelli bravissimi e quasi ignorati (penso a Tuena, per esempio) dall’altro gli ‘sfigati’ che spesso significa ‘chi scrive senza amici’ e certo non è detto che scriva bene ma non lo saprà mai, perché nessuno lo leggerà, né le case importanti né i ‘letterati’ o i lettori con la puzza al naso. Ultime di questa categoria spesso le donne, già poco credibili a priori. Su facebook ci si sono ritrovati tutti: sfigati e famosi ed è ripartita la gara a colpi d’ascia. Così c’è chi s’intrufola nelle corti, sperando d’essere preso prima o poi in considerazione, e chi con la mannaia delle sue incrollabili certezze, trancia file di scrittori anonimi gettando i quarti ai porci, senza mai averli letti.Se penso che scrivere è sempre stato il mio sogno, se penso che non osavo per ‘rispetto’ mi piglia una gran tristezza. Forse il web non è la grande ricchezza che m’immaginavo, forse avvicina troppo all’uomo, alle sue mediocrità e distrugge l’idea.

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i molti me

ottobre20

quelli con cui dovrei sedermi a chiacchierare, ascoltare cos’hanno da dire, a loro discolpa perlomeno quando sono ignobili…Non sopporto la parte d’umanità che mi abita, la deficienza di nobiltà e divinità. Dovrei sedermi, mi dicono, in silenzio e ascoltare… per farci pace coi molti me, accettarli come figli tutti uguali, lasciare che si sfoghino, che richiedano attenzione, che si scalmanino anche.
Stringere loro la mano, poi, amichevolmente. Tu sei me e anche tu e tu, che pure mi ispiri nausea o sgomento, anche tu sei me, ti voglio bene.
Dovrei sedermi… ma è un bel po’ che sto solo in piedi.

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scrittori inventasi

ottobre19

Rifletto, dato che con questo braccio inutile non posso far altro, sulle scuole di scrittura creativa, sulle case editrici a pagamento, sulle richieste che fioccano ovunque di ‘come si fa a scrivere?’ e mi dico che è davvero una cosa strana questa tendenza. Mentre l’elettronica impazza, le vendite dei libri calano (dicono, boh), veline e calciatori s’arricchiscono alla faccia dei precari: i giovani sognano di scrivere. Perché? E come mai chiedono d’imparare?Cosa si cela dietro questo bisogno di scrivere un libro? O meglio: di pubblicare un libro? Certo, è sempre stato anche il mio sogno ma ho scritto e poi mi son posta il problema di farmi giudicare; mentre spesso sento chiedere: come si scrive? come si supera il blocco della pagina bianca? Il blocco della pagina bianca si supera scrivendo e si scrive se si ha qualcosa da dire. O no? Ovviamente è una riflessione oziosa, deficiente e imprecisa. Nella scrittura si nasconde qualcosa di noi, certo; ma non ci sarà anche il desiderio di diventare famosi… fine a sé stesso? E quanti di questi ragazzi leggono, anche? Mi è capitato da poco di leggere di uno che scriveva tantissimo e si vantava di non aver mai letto nulla. Sarà che per me l’amore per le parole, lette o scritte, è uguale. Sarà che ho scritto solo se mi veniva facile come un gioco (e tale è, ancora) e non era momento di stress ma di appagamento…

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osteopatia

ottobre8

Prima seduta ieri
ho una discopatia e una dolorosa www.benessere.com/salute/disturbi/epicondilite.htm
causate dal violino, pare… sigh!
Comunque mentre il signore eseguiva manovre a dir poco singolari (tra cui quella di infilarmi una mano in bocca e schiaffeggiarmi la pancia) io pensavo: che mistero il corpo! Che grande sconosciuto! A lui ho chiesto: Ma è magia bianca?
Funzionerà? Pare che abbia spiegato delle cose al mio sistema nervoso… speriamo non sia un pessimo scolaro come me!

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editori indipendenti

ottobre5

historicailfoglioletterario.menstyle.it/
Una bella iniziativa no?

Solo una considerazione, tra le righe e non mirata ché ormai è piuttosto comune questa richiesta: Cerchiamo scrittori giovani.
Ecco, ‘sta cosa non mi va giù e non perché giovane non posso più considerarmi ma perché mi pare assurda. L’unica richiesta che una casa editrice dovrebbe fare è: cerchiamo libri belli!
Quando ero giovane leggevo molto (anche ora) e mai una volta mi son chiesta quanti anni avesse lo scrittore, dirò di più: meno ne sapevo meglio era! Che diavolo c’entra l’individuo? Che importanza può avere se lo scrittore è giovane, monco, bello, brutto, cieco, stronzo perfino?
Molte volte mi è venuta voglia di mentire, di scrivere un libro ‘giovanile’ e fingermi ‘donzellina’, son sicura che avrei fortuna… e mi chiedo che senso possa avere? Anche lo scrittore, anche la cultura non deve avere rughe né pancetta? L’imposizione dello ‘spettacolo’ (televisivo, aggiungo) arriva fin qui?
Io trovo sconvolgente tutto ciò.

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