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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista
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eraclito, ancora

luglio21

Cinzia Pierangelini, Eraclito e il muro, Edizioni GBM, 155 pp.

Quando un bar è al centro della vita politica e culturale di una comunità, potete star certi che quel bar si trova in Sicilia.
Il bar Rigoletto, per esempio, è il quartier generale dell’avvocato La Russa, che di fronte a una granita con la panna fa il bello e il cattivo tempo di una cittadina senza nome. Ai tavoli del Rigoletto siede sempre anche Matteo Miccichè, critico dello spettacolo di un giornale locale, rancoroso e solitario personaggio che tutti disprezzano per la sua penna fatale. Ma nessuno sa che la cattiveria che il critico riserva a cantanti e attori locali viene da una carriera da pianista spezzata in giovane età. È un fastidio, Miccichè, un incomodo da allontanare perché la cittadina continui ad andare avanti come sempre, tra angherie accettate e prepotenze giustificate, raccomandazioni eclatanti e corruzione dichiarata: in fondo, panta rei, tutto scorre. Tutto si accetta in virtù della tranquillità del proprio orticello. Così, Miccichè viene spedito dritto dritto in una clinica di riabilitazione psichiatrica, dove vive come un recluso per otto mesi, subendo terapie che in realtà non merita. Ma in clinica succede l’irreparabile: il critico si innamora. Lei, una psicologa con un segreto che le ha reso opaco il futuro, pare ricambiare. Chi stroncherà questo amore (leggi: avvocato La Russa) merita un piano di vendetta.

Eraclito e il muro è un racconto ritmato, e non solo per i titoli dei paragrafi, presi dal lessico musicale (come preludio, fuga, allegretto mesto, andante doloroso): la vita scorre veloce davanti al bar Rigoletto, la frenesia per le novità – come l’opera lirica Tosca, al teatro Garibaldi – è incessante, come del resto le malelingue. Il muro del titolo ha la funzione che oggi hanno i social network: racconta i fatti degli altri. Ecco perché quando gli operatori dell’igiene cittadina lo puliscono, gli avventori del bar cominciano male la giornata.
Un paese senza nome, ma con un’identità, quello in cui Cinzia Pierangelini colloca vicende che parlano di abitudini tutte siciliane, come la “deferenza di sapore quasi feudale” e “l’abilità genetica che da secoli permette ai siciliani di sopravvivere a cataclismi, invasioni, briganti e carabinieri”.

Intelligente nel descrivere il personaggio di Miccichè attraverso gli occhi dei cittadini, la Pierangelini lo fa parlare pochissimo, quasi mai, al contrario degli altri cittadini, tutti loquaci.
La normalità dei metodi mafiosi, le differenze sociali, le difficoltà a comunicare: tutto questo la Pierangelini lo racconta con un’ironia che abbiamo imparato a riconoscere come nostra, sicula. Finché, però, non cambia scenario: mentre in paese perfino la prepotenza viene sbeffeggiata, in clinica tutto si fa serio. È come se ci fosse stato il passaggio ad un altro microcosmo. Cambia il luogo, cambia il registro.
E poi c’è la musica: raccontata con tenerezza, descritta con precisione didattica, messa in bocca – e in mano – ai personaggi, intrecciata con la vicenda, come quei brani della Tosca che accompagnano il delirio di Miccichè. Non dimentichiamo che l’autrice è violinista e docente e la musica non può che essere parte di lei e della sua scrittura.

Ma, come dice Eraclito – e anche l’avvocato La Russa – panta rei, tutto scorre e va via, come un brutto sogno. Che è quello che noi siciliani ci diciamo da sempre.

Testi di Caterina Mittiga (Itam Comunicazione)

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Un Commento in “Eraclito e il muro. La recensione”

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Eraclito… è vivo!

febbraio22

copertina_eraclito

Francesca Breschi ha scritto alle ore 22.47
Cinzia! Oggi ho cominciato " Eraclito e il muro"….Bello bello bello!!! Sei davvero brava! Già te l’avevo detto per un tuo racconto che avevo letto su internet ma anche qui si entra subito dentro e sembra di stare seduti al bar della piazzetta davanti al muro…è una bellissima sensazione che non ritrovavo leggendo un libro da quando ero piccola. Grazie!…. Baci
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be’…

luglio29

1 EDIZIONE PREMIO LETTERARIO

“ CITTA’ DI PESCOCOSTANZO”

Sezione- ROMANZI EDITI-

Classifica dei primi dieci

1-  MIRELLA GUZZO                                                  “ 
Figlia del cuore”

2-  DI BENEDETTO                                                    “  
Il dono del diavolo”

3- MARIA DONATA CICERI                                          “ Le 
lettere ritrovate”

4- GABRIELE TRISTANO OPPO                                     " Fatale 
appuntamento a Parigi”

5-  MARIA FRANCESCA GABRIELLI                                “ Ritorno 
alla vita”

6-  KATIA BRENTANI                                                 “ 
Confortatemi con il the”

7-  RAFFAELE  PINTO                                                “ 
La sabbia nella clessidra”

8-  CINZIA PIERANGELINI                                           “ 
Eraclito e il muro”

9- MICHELE BONOMI                                                 “ Un 
disegno sulla sabbia”

10- GIUSEPPE SBARDELLA                                          “ 
Controcorrente”

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Chiara ed Eraclito

aprile15

Ringrazio di cuore la scrittrice Chiara Cretella, www.carmillaonline.com/archives/2007/03/002198.html
per la bella recensione che ha fatto al mio Eraclito e il muro sull’interessante rivista  Le voci della luna www.literary.it/ali/dati/riviste_letterarie/le_voci_della_luna.html dell’8 marzo e  di  cui, di seguito, riporto qualcosa

Cinzia Pierangelini, Eraclito e il muro, GBM, Messina, 2006, pp. 155, Euro 12,00.

(…)
Da brava concertista, l’autrice sa usare levigatezza e scorrevolezza alternando registro comico e malinconico, in una girandola piacevolissima, con echi evidenti al giallo classico isolano, ma anche a certa letteratura ottocentesca, per primo il Vittorio Imbriani di Dio ne scampi dagli Orsenigo. Questa prova d’esordio è un esempio di come scrivere facile sia la cosa più difficile: con una storia semplice, dei personaggi quasi scontati, delle ambientazioni più che sfruttate e un sottile filo rosso di mafia che percorre lo sfondo di queste vite, il romanzo riesce lo stesso a far combaciare il tutto con rara maestria, regalandoci anche una sospensione d’incredulità che avvince fino all’ultima pagina. I personaggi si muovono in una Sicilia senza tempo, calata in un immobilismo proverbiale, adagiati nelle scelte che altri fanno per loro, quasi ad incarnare degli archetipi in maniera consapevole e, proprio per questo, sfuggente. Un lato di inafferrabile irrequietezza infatti agita anche lo stile, che insegue come l’occhio di una telecamera gli attori di una recita consapevolmente “banale” ma perciò ancora più intrigante.(…) 

 

Chiara Cretella

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Uovo di pasqua

marzo19

e sorpresa, per me graditissima qui:
http://cristinabove.splinder.com/post/16383382#comment

Grazie  A Cristina , delicata e bravissima poetessa
e Buon lunedì di Pasqua a tutti
 Inoltre… Eraclito potete trovarlo anche qui:

Modena, 29-30 marzo 2008
Modena, Book
Esposizione della piccola e media editoria
Negli spazi espositivi del Foro Boario di Modena, la prima edizione di Book rappresenta una nuova occasione di incontro tra lettori, editori e autori.
GBM è allo stand 30
 
 
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recensione che non avevo…

febbraio21

Almanacco di Stilos

Mantenere o cambiare? Ecco il dilemma
Viene proposta con Eraclito e il muro una commedia degli equivoci dove non mancano facezie: un muro che recita e fa il verso agli eventi cittadini, rivelando nell’anonimato più verità di quanta se ne respira ai tavolini del dirimpettaio bar Rigoletto, vero teatro di ogni azione condotta e diretta da don Tano La Russa, avvocato rampante intento a governare e gestire la vita di chiunque ostacoli la sua ambita, quanto “presunta”, scalata al potere. Matteo Miccichè è una delle sue vittime. E’ un critico che tiranneggia il mondo dello spettacolo con i suoi giudizi, solo parzialmente dettati da rettitudine e professionalità, poiché si insinua il dubbio fosse incrudelito dal suo passato di musicista fallito, invidioso di quell’umanità per essere stato egli stesso offeso e respinto. Colpevole per altro di essere “straniero” e di proporre nei suoi articoli l’eco di una diversa mentalità, di introdurre elementi di riflessione autonoma o di poter per dabbenaggine portare in luce complotti illeciti. Forse per questo temibile, perché non lo si può irregimentare e governare, anzi se si tentasse questa via sarebbe un boomerang. Unica via è annientarlo, renderlo poco credibile, irridere la sua indipendenza. Un’azione condotta senza esclusioni di colpi, che dissemina amarezza e malessere poiché dipinge con maestria un affresco proposto in migliaia di pagine di letteratura siciliana ma non per questo convenzionali, presentato qui con declinazioni efficaci e originali. La rabbia che si sente nel vedere delineato uno spaccato culturale assai noto, quello dei furbi, la passione con cui ci si immedesima nelle vicende umane, produce tensione e sospinge la lettura istillando il desiderio di rivalsa e forse anche di un lieto fine. La capacità di questo romanzo è quello di indicare un’uscita possibile e non banale che irride immagini stereotipate. Non ci sono vincitori e vinti, potenti e sconfitti ma una sceneggiatura ricca e intensa di stati d’animo e caratteri dove si mescolano vizi e virtù, baldanza e debolezze, durezza e sensibilità, ma dove rimane immutata a fare da scenario la lotta fra volontà di permanenza e potenzialità di mutazione. Panta rei è l’espressione che, introducendo la consapevolezza/ineluttabilità del fluire, aleggiando fra i tavoli del bar Rigoletto, permea come musica di sottofondo l’intera rappresentazione, ora desiderio o volontà o timore, e ‘ff’anculo Eraclito è la risposta ironica e farsesca affrescata sul muro per mostrare l’indisponibilità al cambiamento, liquidando amaramente ogni anelito manifestato per sconfiggere il timore del nuovo. E se è vero che la lingua nun havi l’ossa e rumpi l’ossa, come recita ancora il muro nel finale, si può assumere questo detto popolare per indicare il potere della parola che in questo romanzo ha un ruolo catartico ed esemplare nel denunciare scomode verità che non possono non sospingere alla ribellione… o magari ad una semplice e critica presa di distanza. Ornella Fiandaca

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Grazie beppe

dicembre28

che bel regalo…

http://jujol.com/cinzia-pierangelini-eraclito-e-il-muro-edizioni-gbm-953/

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sabato di cavolo?

novembre17

passato a scrivere… ma si può?

si deve?

sarà naturale?

ma poi alla fine: Grazie Claudio!  http://claudio88.wordpress.com/

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blog.radiomontecarlo.net

ottobre22

Eraclito e il muro

 

Copertina di Eraclito e il muro

Cinzia Pierangelini

“Eraclito e il muro”

GBM Edizioni
La storia di un critico dello spettacolo, Matteo Micciché, musicista fallito, si intreccia a quella di un paesino siciliano degli anni Settanta. Seguendo le sue vicissitudini ci si addentra in un piccolo, fascinoso mondo di falsità, furbizie e popolana saggezza, passioni, potere e viltà. Ne scaturisce la gustosa rappresentazione di una certa Sicilia, metafora dell’Italia di ieri e di oggi. Pecche e virtù, speranze e disillusioni si mischiano in un caleidoscopio che restituisce, ogni volta, un nuovo fantasioso disegno, a tratti comico, a tratti tragico, a tratti poetico.

La Sicilia è la terra di questa giovane autrice che  dosa con maestria ogni frase, realizzando un affresco impareggiabile.

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ma quanto dura un libro?

settembre7

Il mio editore, all’uscita di Eraclito e il muro, disse: Un libro ormai dura sei mesi, se in sei mesi non esplode è un libro perso.

Io non sono d’accordo, casi famosi ,tra l’altro, dimostrano il contrario; e soprattutto se a pubblicarti è un piccolo editore con poche possibilità economiche (pubblicità etc.).

Quindi non voglio ancora pensare che Eraclito sia un libro perduto, sta facendo la sua strada in salita, e senza spinte, e mi piace accompagnarlo in questo viaggio.

Ecco un altro gradino http://www.lettera.com/libro.do?id=6526

un grosso grazie a Luigi brasili.

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