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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista
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luglio14

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Beppe Costa e ‘A jatta

giugno7

quando un poeta prende la penna per te, e sua sponte per giunta,che dire? non ci sono parole. Solo: grazie.A jatta (cover) (3)

Cinzia Pierangelini, ” ‘A jatta “, GBM edizioni, € 13.50
distribuzione PDE
‘A jatta (la gatta) ma chi ormai non comprende i termini di un dialetto siciliano, trasportato in letteratura da Sciascia, Camilleri e non per ultima Agnello Hornby?
E a quest’ultima, alla “Mennulara” farei riferimento nel raccontare le emozioni che ‘A jatta ha provocato (ma anche lasciato dentro di me per sempre – come accade solo a pochissimi libri dei tanti che si leggono).
Così, con questo riferimento nulla volendo togliere agli altri autori, se non ché le due donne vanno ben oltre al linguaggio di Sciascia, che tanto ci ha narrato, o di Camilleri, che nei suoi racconti di Montalbano dice una volta per ripetere sempre – ben altro il Camilleri che pochi leggono e ancor meno capiscono (o colgono) da “La concessione del telefono” al “Birraio di Preston”.
Ma lasciamo i due autori (ne parlerò in seguito) per rimetterci al corso del linguaggio e del dialetto usato da Hornby come da Pierangelini. In entrambi i casi non è un abuso né un uso per provocare la ‘risata’ o la ‘confusione’ al lettore.
Bensì il trasmettere parole (altrimenti intraducibili che il dialetto siciliano ha: un esempio? tumbulata schiaffo, ebbene, in tumbulata o timbulata (secondo province) c’è il movimento della mano in tutto il suo lungo andare, creando un movimento d’aria che lo schiaffo (tentativo goffo) non rappresenta.
Dico questo, che ritengo però importante, visto che a volte i critici odierni colgono (sfogliando qualche pagina, un risvolto, o una retrocopertina) soltanto (o per criticare – che critici sarebbero?) la parlata nostra.
Orbene nel linguaggio d’a ‘jatta c’è la perfezione nell’uso dei termini (mai eccessivi, e neppure autoreferenti) per raccontarci una vicenda, apparentemente semplice, ma con tale descrizione dei personaggi (tutti) da renderli non vivi, bensì parenti, amici, forse contenuti nel nostro sangue, o desideri, vicende talmente ben orchestrate (non per niente l’Autrice è anche musicista) che non vi sarà possibile non leggerlo tutto d’un fiato.
Potremmo dire che è la storia di Alfredo, che vive con una gatta (condanna e compagna) la propria esistenza quando non ha più voglia neppure di ricordare passato e trascinarsi solo indolentemente sul presente, senza farsi troppo toccare dalle vicende degli amici o del paese o dal pensiero di come potrebbe essere un futuro. Un uomo che appare privo di desideri, che d’improvviso fa un incontro straordinario, (come Totò in un noto film di Pasolini che non vi cito) da brivido e che, di colpo, come un uragano, gli rivoluziona l’esistenza.
O quella di Andrea, della sua modificazione in donna e dell’inizio della sua esperienza sotterrando la vita precedente, crudele, che il lettore scopre in un flashback che si inserisce fra presente e passato, che ritorna prepotente e costante.
Il racconto emoziona e per quanto riguarda (neppure se mi pagate vi narro la storia) Andrea, preferisco citare le parole della stessa autrice:
“La transessualità pretende rispetto, conoscenza soprattutto. Ho voluto provare a immedesimarmi davvero nei problemi di Andrea, la mia dolce transessuale”.

Quando apparirà un terzo incomodo, Giorgio un violoncellista, inserendosi con la propria autorità, decisione, certezza, io lettore ho un brivido, come se qualche lacrima volesse venir giù, dinnanzi a una storia reale con qualche contorno di fiaba, ecco che nella storia (pregio estremo dell’Autrice) come d’incanto intervengono altri personaggi, amici di Alfredo che tentano di ‘salvarlo’ dall’”innamoramento” impreziosendo il racconto di avvenimenti che esistono nella realtà del nostro paese (in questo caso siamo in Sicilia) ma nessuno ce li racconta più, anzi, neppure lo si tenta. Se si esclude a volte fra gli italiani il solo Ammanniti, e il citato in precedenza Roberto Pardini.
Ma la storia non può essere la mia sintesi, per quanto possa tentare di compiere sforzi “inumani” (e rinuncio) non riuscirei mai a dare se non che un’idea minima di quanto sia delizioso (parrebbe quasi un insulto) scoprire, mentre leggi, ciò che non puoi immaginare sia il seguito. Quante volte è capitato negli ultimi 20 o più anni?
Se, in genere, ti annoi subito dopo qualche pagina e non riesci ad andare avanti…
Qui invece mi è accaduto di cercare subito l’ultimo suo romanzo “Un’altra Julia” e la conferma è arrivata. Certamente mi trovo davanti a una delle rare Autrici che posso, senza il minimo dubbio, definire tale. E non è poco.

Beppe Costa

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per chi non era a Roma

aprile9

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la voce dell’isola

febbraio28

‘A jatta su La voce dell’isola a pag 24
http://www.lavocedellisola.it/files/voce2010_0304.pdfA jatta (cover) (3)

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Il giornale di Sicilia

gennaio26

oggi la presentazione a Palermo e su Il giornale di Sicilia un bell’articolo di Angela Mannino sul mio romanzo

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‘A jatta su anobi

ottobre18

“<<Come fai a sapere dove andare? Come fai a scegliere la via giusta?>> domandò, a bassa voce, Alfredo; rivolgendosi al grande uccello solitario, vertice di quella grande V che solcava ordinata il cielo. E attese, come aspettando una risposta. << Forse non lo sa. Non si pone la domanda. Segue l’istinto e basta. E’ fortunato…>>”
Fresco e dolce….una storia che tocca una delicata tematica con la semplicità che forse, unica, riesce ad affrontarla e a dare una risposta…A jatta (cover) (3)
willycoyote

anche nelle Feltrinelli on line

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‘A jatta-rece

settembre29

Una storia d’amore molto particolare
Cinzia Pierangelini, alla sua seconda prova narrativa (’A
jatta, edizioni GBM, pagg.157, € 13,50 ) è riuscita a confezionare
una storia convincente. Una storia d’amore molto
particolare tra due esseri umani, Andrea e Alfredo.
Amore omosessuale? Amore eterosessuale? Che importa.
Semplicemente due esseri di questa terra che provano attrazione
l’uno per l’altro/a, legati dalla capacità di stupirsi,
di emozionarsi di fronte all’agonia del loro vecchio cane,
che si tengono per mano a osservare un tramonto, la
nascita di un fiore.. Un candore che pervade tutto il romanzo.
Amori cercati, perduti, dimenticati, ritrovati. Giorgio,
violoncellista di fama internazionale, irrompe come
un temporale d’agosto a spezzare l’idillio e la storia assume
una struttura corale, oscillante tra la commedia e il
dramma, tra una riflessione malinconica e uno slancio vitale.
Sullo sfondo una Sicilia assolata, ancorata alle tradizioni,
ai perbenismi, al moralismo di facciata che non ammette
trasgressioni alle regole. Cinzia assembla tutto con
una raffinatezza stilistica che punta dritto al cuore, caratterizzata
da una forte tensione etica, scava dentro l’animo
dei suoi personaggi, porta alla luce tesori di profonda
umanità. La Pierangelini affronta i temi della solitudine,
della vecchiaia, della diversità, dell’incomunicabilità, temi
universali che coinvolgono gran parte degli esseri umani
rendendo questo libro attuale. La gatta è sempre lì sorniona
che si gode la scena. E’ una gatta femmina o maschio?
Anche qui, cosa importa? C’è ed ha la sua influenza nell’economia
della storia. SALVO ZAPPULLA

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‘A jatta-rece

settembre7

www.librierecensioni.com/libri/a-jatta-cinzia-pierangelini.html

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‘A jatta

settembre3

gayblogantonio.blogspot.com/2009/07/libri_28.html

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‘a jatta

giugno4

un grazie a Riccardo.
Riapro questo vecchio post, esplicitamente per Cinzia Pierangelini.
Ho letto un suo nuovo libro.
Il titolo è ” ‘A Jatta“.. ossia, in dialetto, la gatta.
(Messina, GBM editore, 2008, € 13,50)
Da un canto, la Pierangelini scrive molto molto bene, in un modo che a me piace, e che penso diverta.
La storia in questo caso è proprio tutto il contrario del titolo.
Vogliamo definirla una storia virile “sui generis”?
La cosa bella del libro è che l’autore, una donna, descrive con garbo e capacità un entourage interamente maschile, e tuttavia, un po’ come la figura centrale del racconto, riesca a mantenere a pieno titolo una delicatezza femminile. Se vogliamo, un un gioco di specchi in cui a contare sono le identità sostanziali, e perchè no, la capacità di mantenerle, le identità….’A jatta (cover) (3)

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