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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

Sangue garofano e cannella: recensione

febbraio1

Storie di donne e di coraggio.
Da una storia vera, il romanzo intrigante e crudele di Pierangelini e Buzi

MESSINA. Figlia di uno stupro. Disprezzata dalla madre.
Delusa dal marito. Genitrice sfortunata. Scampata al terremoto dellʼIrpinia. Insomma, Leonarda Cianciulli è una persona fortunata, in cerca dʼamore, decisa a riscattare se stessa e i suoi superstiti figli da una vita grama e disperata.
Tanta infelicità segna lʼesistenza di Leonarda. E quella di altre tre donne: Faustina, Francesca e Virginia diventeranno gli agnelli sacrificali per la salvezza della sua famiglia e – ahiloro! – materia per la fiorente, nuova attività della saponificatrice di Correggio.

Parte da questa storia, reale fatto di cronaca raccontato dalla stampa negli anni ʻ40, “Sangue Garofano e Cannella” (Arduino Sacco Editore), il breve e intenso romanzo scritto a quattro mani da Giovanni Buzi – scrittore e pittore, scomparso nel marzo dello scorso anno – e Cinzia Pierangelini – scrittrice e docente di violino, vincitrice del Premio Gazzarra al primo Salone del libro di Messina. Gli autori hanno reso decifrabile una storia raccapricciante, crudele, sanguinaria: Leonarda uccide tre donne per impossessarsi dei loro beni e usa i loro corpi martoriati per farne – orrore! – saponi, candele e dolcetti, aggiungendo alla ricetta originaria – fatta di farina, zucchero, chiodi di garofano e cannella – un “ingrediente speciale”. Di questʼingrediente, Leonarda, il mostro di Correggio, parla nel suo diario, non reale, ma reso credibile dagli scrittori perché saturo di follia, angoscia, sacrificio: “Abbiamo mangiato il sangue di quelle donne, le loro ossa? Fatto sapone sciogliendole con la soda caustica? Mi sʼingarbuglia finzione e ricordo. Il mio diario lʼho intitolato Confessioni di unʼanima amareggiata, e

amareggiata lo sono davvero, tanto; solo che non so più se quelle sono le mie memorie o…”. Attorno alla Cianciulli ruota una serie di personaggi veri (i figli, lʼamante, il marito, che rivivono nel suo diario) e dʼimmaginazione (una suora del manicomio criminale in cui è reclusa Leonarda e un giornalista senza talento). Sono tutti, per Buzi e la Pierangelini, strumenti per raccontare da diversi punti di vista il mondo di una donna che si è “persa nei pascoli velenosi del diavolo” e che vive insieme alle pazze, ma è “un genio”. “Sangue, Garofano e Cannella” è scritto con uno stile intrigante e riesce – nonostante alcuni passaggi per stomaci forti – ad appassionare il lettore – altro che Avetrana e delitto Rea!

Angela Mendolia

Un sentito grazie ad Angela Mendolia per la bella recensione.
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pubblicato nella/e categoria/e sangue garofano e cannella
2 Commenti to

“Sangue garofano e cannella: recensione”

  1. Avatar febbraio 5th, 2012 alle 21:38 Iannozzi Giuseppe aka King Lear ha detto:

    E’ arrivato, tranquilla, cara Cinzia. Stasera attacco a leggere la tua ultima fatica.

    Letta la recensione, molto ben scritta: ma non mi lascerò influenzare dai giudizi altrui, lo sai bene questo, nevvero? ^__^

    Ad ogni modo, non credo tu abbia motivo di preoccuparti: sei una gran penna e sino ad ora non hai mai deluso le mie aspettative.

    beppe


  2. Avatar febbraio 9th, 2012 alle 10:05 cinzia ha detto:

    penna d’aquila, io!


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