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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

quasi ci siamo

luglio29

Giorno 8 agosto alle 19,00 in Fiera, venite a tifarmi?
http://fieradautore.it/2011/07/29/fiera-dautore-inizia-il-conto-alla-rovescia/

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Fiera d’Autore

luglio26

Cari Amici del Libro

Siamo lieti di invitarvi alla rassegna letteraria Fiera d’Autore, inserita nel programma della 72° Fiera Campionaria di Messina.

A cura della libreria Doralice e di Itam Comunicazione, la rassegna intende presentare il meglio della produzione letteraria siciliana: dal 30 luglio al 12 agosto, con inizio alle 19.00, il Padiglione A1 (ex Irrera a Mare, diventato polo culturale della Fiera) ospiterà ogni sera un incontro con un autore , accompagnato da performance teatrali e reading curati da Sasà Neri e la Compagnia della Luna Obliqua, Mariapia Rizzo del Teatro dei Naviganti, e Giuseppe Barbera.

In allegato a questa mail, la locandina dell’evento.

Itam Comunicazione è presente in Fiera anche con un’esposizione di 50 scatti del fotografo messinese Santi Visalli, che negli Stati Uniti ha immortalato i personaggi che hanno fatto la storia del XX secolo. In mostra, ritratti dei Beatles, Frank Sinatra, Vittorio De Sica, Robert De Niro, Andy Warhol, Woody Allen e tanti altri .

La libreria Doralice raddoppia la sua presenza in Fiera con uno stand nel padiglione dedicato ai bambini, Fieralandia.

Alla pagina internet relativa tutte le informazioni sulla rassegna, oltre a interviste, recensioni, gallerie fotografiche, link e aggiornamenti.

Vi aspettiamo in Fiera.

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intervista su Fiera d’autore

luglio22

http://fieradautore.it/2011/07/22/cinzia-pierangelini-il-ritmo-della-narrazione/

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Sangue garofano e cannella- recensione

luglio22

http://www.graphe.it/GM/2011/07/22/sangue-garofano-e-cannella-di-cinzia-pierangelini-e-giovanni-buzi

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eraclito, ancora

luglio21

Cinzia Pierangelini, Eraclito e il muro, Edizioni GBM, 155 pp.

Quando un bar è al centro della vita politica e culturale di una comunità, potete star certi che quel bar si trova in Sicilia.
Il bar Rigoletto, per esempio, è il quartier generale dell’avvocato La Russa, che di fronte a una granita con la panna fa il bello e il cattivo tempo di una cittadina senza nome. Ai tavoli del Rigoletto siede sempre anche Matteo Miccichè, critico dello spettacolo di un giornale locale, rancoroso e solitario personaggio che tutti disprezzano per la sua penna fatale. Ma nessuno sa che la cattiveria che il critico riserva a cantanti e attori locali viene da una carriera da pianista spezzata in giovane età. È un fastidio, Miccichè, un incomodo da allontanare perché la cittadina continui ad andare avanti come sempre, tra angherie accettate e prepotenze giustificate, raccomandazioni eclatanti e corruzione dichiarata: in fondo, panta rei, tutto scorre. Tutto si accetta in virtù della tranquillità del proprio orticello. Così, Miccichè viene spedito dritto dritto in una clinica di riabilitazione psichiatrica, dove vive come un recluso per otto mesi, subendo terapie che in realtà non merita. Ma in clinica succede l’irreparabile: il critico si innamora. Lei, una psicologa con un segreto che le ha reso opaco il futuro, pare ricambiare. Chi stroncherà questo amore (leggi: avvocato La Russa) merita un piano di vendetta.

Eraclito e il muro è un racconto ritmato, e non solo per i titoli dei paragrafi, presi dal lessico musicale (come preludio, fuga, allegretto mesto, andante doloroso): la vita scorre veloce davanti al bar Rigoletto, la frenesia per le novità – come l’opera lirica Tosca, al teatro Garibaldi – è incessante, come del resto le malelingue. Il muro del titolo ha la funzione che oggi hanno i social network: racconta i fatti degli altri. Ecco perché quando gli operatori dell’igiene cittadina lo puliscono, gli avventori del bar cominciano male la giornata.
Un paese senza nome, ma con un’identità, quello in cui Cinzia Pierangelini colloca vicende che parlano di abitudini tutte siciliane, come la “deferenza di sapore quasi feudale” e “l’abilità genetica che da secoli permette ai siciliani di sopravvivere a cataclismi, invasioni, briganti e carabinieri”.

Intelligente nel descrivere il personaggio di Miccichè attraverso gli occhi dei cittadini, la Pierangelini lo fa parlare pochissimo, quasi mai, al contrario degli altri cittadini, tutti loquaci.
La normalità dei metodi mafiosi, le differenze sociali, le difficoltà a comunicare: tutto questo la Pierangelini lo racconta con un’ironia che abbiamo imparato a riconoscere come nostra, sicula. Finché, però, non cambia scenario: mentre in paese perfino la prepotenza viene sbeffeggiata, in clinica tutto si fa serio. È come se ci fosse stato il passaggio ad un altro microcosmo. Cambia il luogo, cambia il registro.
E poi c’è la musica: raccontata con tenerezza, descritta con precisione didattica, messa in bocca – e in mano – ai personaggi, intrecciata con la vicenda, come quei brani della Tosca che accompagnano il delirio di Miccichè. Non dimentichiamo che l’autrice è violinista e docente e la musica non può che essere parte di lei e della sua scrittura.

Ma, come dice Eraclito – e anche l’avvocato La Russa – panta rei, tutto scorre e va via, come un brutto sogno. Che è quello che noi siciliani ci diciamo da sempre.

Testi di Caterina Mittiga (Itam Comunicazione)

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Un Commento in “Eraclito e il muro. La recensione”

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ma quando si diventa scrittori?

luglio20

quando si scrive, quando si pubblica, quando si pubblica con una grande casa editrice? No, perché io credo che scrittori si nasca, così come si nasce ‘molte altre cose’. Però, alla fine, si è scrittori solo quando qualcuno ti legge, non è vero?

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www.fierad’autore.it

luglio18

Emozionata di trovarmi tra grandi, m’imparpaglierò? ma questa manifestazione, come il Salone del libro, va sostenuta, incentivata ed emulata! Per ciò che mi riguarda parlerò di tutti i miei libri (parlerò?), dunque, cari amici, venite a sostenermi! (soprattutto se svengo!)
Fiera d’Autore, uno sguardo sugli ospiti
11 Luglio 2011 di fieradautore.it
Il calendario. Il compito di inaugurare la rassegna, il 30 luglio, toccherà a Lelio Bonaccorso, fumettista apprezzato in tutta Italia, autore di Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia e di Gli ultimi giorni di Marco Pantani. Il 31 luglio sarà la volta di Luciano Micali, con la sua opera prima, Kitsch, mentre l’1 agosto Fiera d’Autore ospiterà Eliana Camaioni, autrice di Di verità non dette e Il legame dell’acqua, i cui romanzi sono intrisi di odori, colori e storie messinesi. Il 2 agostoLaura Ryolo, con il volume da lei curato Cecè e Casimiro. Vita quotidiana e storie nelle lettere tra un domestico e il suo barone presenterà il ritratto naif della Sicilia del secolo scorso. Il 3 agosto Fiera d’Autore aprirà le porte a un grande personaggio della letteratura italiana: Giuseppina Torregrossa, apprezzata scrittrice che pubblica i suoi romanzi con Rubbettino e Mondadori, ginecologa palermitana che racconta di “donne a tinte forti”. Manna e miele, ferro e fuoco è il suo ultimo romanzo: di questo e degli altri discuterà nel giorno a lei dedicato in rassegna. Guglielmo Pispisa porterà il suo contributo il 4 agosto, con i suoi romanzi Multiplo, Città perfetta e La terza metà. Il 5 agosto l’attenzione sarà puntata sulla scrittura colta e affascinante di Elvira Seminara, autrice Mondadori, che parlerà delle sue opere, L’indecenza, I racconti del parrucchiere eScusate la polvere. Un altro autore Mondadori tra i protagonisti della rassegna:Ottavio Cappellani, tradotto in 26 paesi, arriva il 6 agosto con i suoi romanzi,Chi è Lou Sciortino, Chi ha incastrato Lou Sciortino e Sicilian Tragedi, dissacranti ritratti di una Sicilia affondata nella mafia eppure terra tragicomica per la varietà di personaggi che la popolano. Il 7 agosto a Fiera d’Autore arriva Tino Caspanello, regista, attore e autore teatrale che racconterà come sono nati i testi che ha portato in scena in Italia e all’estero (Mari, ‘Nta ll’aria, Malastrada). Cinzia Pierangelini, la vincitrice del premio Gazzara al Salone del Libro di Messina, sarà in Fiera l’8 agosto, con i suoi romanzi Sangue, garofano e cannellae Eraclito e il muro. Il 9 agosto Alessandra Migliorato parlerà d’arte, con il suo volume Una maniera molto graziosa. Ricerche sulla scultura del ‘500 nella Sicilia orientale e in Calabria. L’11 agosto due autori – e due generazioni – si confronteranno nell’osservazione della città di Messina e dei suoi tratti tipici:Graziano Delorda, con il suo Pace, e Giuseppe Loteta, con Romanzo messinese. Infine, a chiusura della rassegna, si parlerà di Costituzione con Michele Ainis, giornalista e docente di Diritto Costituzionale che racconterà com’è nato il suoL’assedio. La Costituzione e i suoi nemici.
Pubblicato in Fiera d’Autorecopertina_eraclitoA jatta (cover) (3)ip01unsangue garofano e cannella

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luglio14

http://www.paroledisicilia.it/principale/2009/03/15/cinzia-pierangelini-a-jatta/#more-643

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grazie Adele

luglio5

per questo template che mi garba proprio tanto!

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carne d’orso

luglio3

fino a settembre scorso ho vissuto come una carnivora, felicemente carnivora nel momento di infilare la forchetta in bocca, triste e piena di sensi di colpa (e colite, e ciccia) tra un pasto e l’altro. Poi, il mio corpo (tramite le analisi di routine) mi ha mandato un messaggio e io l’ho accolto con fiducia (ero pronta da sempre ma mi mancava la spinta): via dal mio piatto tutto ciò che da vivo aveva occhi innocenti (compresi i prodotti da quegli occhi derivati: uova, latte burro etc.). Non sono ancora vegetariana, sto lottando con le scatolette di tonno, ma riuscirò a considerare occhi innocenti anche loro, quei poveri pesci che non mi hanno mai commossa, ne sono certa. Un percorso duro per me che mangiavo animali a pranzo e cena da sempre per educazione familiare. Ecco, adesso sto bene, le analisi sono perfette, non ho più la colite, ho perso 10 kg e mangio con una gioia sana che non avevo mai conosciuto (tranne quando capita, per noia e abitudine, la maledetta scatoletta che riaccende il senso di colpa). Insomma, sto facendo un percorso che mi piace, mi fa stare bene e spero presto di poter fare come Kafka davanti al vetro dell’acquario… Intanto leggo di leghisti che mangiano carne d’orso, o vorrebbero e glielo vietano per motivi di salute (etichette). Ma dico io: se davvero avrebbe potuto fargli male perché gliel’avete negata? L’orso era ormai morto, magari si riusciva a pareggiare!

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