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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

opera narrativa- a jatta

gennaio30

www.operanarrativa.com/node/1329

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tamarri di Remo Bassini

gennaio24

 

Da quando mi interesso di scrittura ho sempre sentito dire che i racconti sono un genere che l’editoria non gradisce perché di difficile vendibilità; e mi sono sempre chiesta come mai, in un’epoca ‘di corsa’ come la nostra, uno scritto breve, da leggere sulla metro, nella pausa pranzo, in fila dal medico o bloccati nel traffico sia difficile da vendere. Sarà che amo leggere e scrivere racconti. Come non sorridere di piacere, dunque, per l’iniziativa coraggiosa di Francesco Giubilei (il più giovane editore italiano, credo). Di che parlo? Ma di Short Cuts delle Edizioni Historica, naturalmente! Volete saperne di più? Leggete qui: http://collanashortcuts.wordpress.com/

Scritti brevi, dunque. Brevissimi alcuni dei racconti di Bassini e folgoranti.  Racconti da pausa caffè, da fermata dell’autobus… insomma di quelli che amo portarmi dietro per leggere anche nei tempi morti, quasi soprattutto in quelli anzi. Per leggere con gusto e piacere. Sarà che a me Bassini piace e di lui ho letto tutto, ma proprio tutto, e prima che diventasse un nome noto. E di Bassini mi piace anche l’umanità, la stessa che l’ha spinto a pubblicare con un piccolissimo editore nonostante possa vantare case editrici ben più famose nel suo curriculum.

Tamarri, sette brevi storie di gente normale che diventa speciale: piccoli boss di quartiere, pendolari, suicidi… ognuno ci lancia uno sguardo indimenticabile, un sorriso. Lo stile è quello che mi è caro: piano, intimo, caldo con un’improvvisa virata che punta dritta al cuore.

Voglio chiudere questa mia non recensione con una frase del racconto Un tipo: alto, alto: ‘…Volevo dirle che lei ha reso più bella la mia gio-giornataaaa’.

Ecco, volevo dirlo anch’io.

www.ibs.it/libri/Bassini+Remo/libri.html

 

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editor editori

gennaio22

oggi nuovo appuntamento… chissà!

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Orizzonte-antologia Concorso Gutemberg

gennaio18

: antologia Gutemberg  

“ORIZZONTE, le forme del cambiamento”

Mercoledì 28 gennaio alle ore 18,30

libreria Rinascita di via Prospero Alpino 48, a Roma

il volume che accoglie i racconti selezionati nel Concorso letterario Laboratorio Gutenberg 2007

editato a cura dei partecipanti al Master “I Mestieri dell’Editoria”

Venti racconti per venti autori emergenti. Mercoledì 28 gennaio alle ore 18,30, presso la libreria Rinascita di via Prospero Alpino 48, a Roma, si terrà la presentazione di “Orizzonte”. Il volume raccoglie i testi selezionati nell’ambito dell’annuale “Concorso letterario Laboratorio Gutenberg”, editato dai partecipanti al Master “I Mestieri dell’Editoria” del Laboratorio, che inizia in questi giorni un nuovo ciclo, con l’apertura delle iscrizioni alla quinta edizione.

Saranno presenti, tra gli altri, alcuni degli autori e Domenico Muscolino, Presidente dell’Associazione culturale Laboratorio Gutenberg. Modera l’incontro Fabio Sajeva, responsabile del Corso di Scrittura Laboratorio Gutenberg. Letture e musiche a cura dell’attore e regista Duccio Ciampoli.

“Orizzonte” è il titolo del racconto vincitore del Concorso letterario Laboratorio Gutenberg 2007, da cui prende il nome tutta la raccolta. Ma anche la linea oltre la quale tutto è possibile: basta soltanto saper immaginare. E sono proprio le immagini che emergono dai racconti inclusi nel libro a condurre per mano il lettore, in alcuni degli infiniti scenari ipotizzabili. Per gli autori l’idea del cambiamento, scelta come tema guida del concorso, è stata motivo di ispirazione e sperimentazione. Il risultato un’affascinante indagine in termini letterari di ciò che avviene quando si entra in relazione con una o più persone in grado di influenzarci e cambiare il corso della nostra esistenza.

I protagonisti delle narrazioni sono impegnati nella ricerca incessante di ciò che anelano a essere. Le storie e i destini si dipanano attraverso le trasformazioni provocate o subite nello scambio, nel confronto, nell’incontro con l’altro. A mettere in moto nei personaggi nuove modalità di interpretazione della realtà o piccole rinascite “spirituali” è la capacità di provare, di vivere sentimenti di gioia, tormento e dolore, tracciati all’interno di una relazione amorosa, di una perdita o di un distacco, in un viaggio reale o immaginario.

Autore del racconto vincitore è lo scrittore romano Maurizio Centi, del quale è stato pubblicato nel 2008, per Ibiskos editrice, anche il romanzo “I panni sporchi”.

Gli altri finalisti presenti in “Orizzonte” sono Paola Balzarro, Cristina Sferrella, Giulietta Mastroianni, Silvana Aurilia, Cinzia Pierangelini, Wolfango Horn, Alessia Cisternino, Euro Carello, Fabio Coppo, Francesco Franceschini, Jacopo Ricci, Emanuela Schenone, Giovanni Cicero, Alessandro Pani, Claudio Pardini, Lenio Vallati, Lucia Marucci, Alessandro Fort e Sandro Orlandi.

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anche l’addio a un cappotto è struggente

gennaio18

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alzheimer leggi e partecipa!

gennaio17

Il Blog di Nicla Morlettiwww.niclamorletti.net – in collaborazione con il Portale Manuale di Mari – Poesia e letteratura nei mari del web – www.manualedimari.it – ti invita a partecipare all’Iniziativa lanciata dalla Federazione Alzheimer Italia, grazie alla concessione del Segretariato Sociale RAI, per la raccolta fondi tramite SMS dal 19 al 25 gennaio prossimo.

AIUTACI AD AIUTARE CHI CHIAMA PRONTO ALZHEIMER
Dal 19 al 25 gennaio 2009 partecipa alla raccolta fondi “Pronto Alzheimer”.
Invia un SMS al 48586
da cellulare TIM, Vodafone, Wind, 3 e da telefono abilitato Telecom Italia per donare 1 euro o chiama da rete fissa Telecom Italia per donare 2 euro. Per maggiori dettagli:
http://www.alzheimer.it/solidale.html

Siccome bisogna raggiungere il maggior numero di persone in un breve arco di tempo chiediamo agli amici Blogger e Responsabili di siti web di aiutarci concretamente a diffondere questo annuncio pubblicandolo in modo integrale nella loro home page. Invitiamo tutti i siti web e i blog che aderiranno a segnalare l’avvenuta pubblicazione nel Blog di Nicla Morletti, lasciando un commento nel post dell’Iniziativa e segnalando il link del sito in cui è stato pubblicato l’annuncio.
Il Portale Manuale di Mari pubblicherà l’elenco di tutti i siti con cui supporteremo ogni volta le Associazioni e le Organizzazioni che operano nel settore della solidarietà e dell’assistenza. La Redazione selezionerà tra tutti i partecipanti alcuni siti e blog da recensire nel Portale Manuale di Mari.
Chi non ha un sito web o un blog può partecipare inviando poesie, brevi racconti, pensieri e riflessioni nei commenti al post dell’Iniziativa nel Blog di Nicla Morletti. Tra tutti i partecipanti sceglieremo un autore a cui donare un fiore offerto da Punto Florawww.puntoflora.com

ed ecco un mio racconto su questo tema: declinatoalfemminile.menstyle.it/7/habanera-per-una-vecchia-ragazza-di-Cinzia-Pierangelini

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IMPORTANTE

gennaio15

Nel Blog di Nicla Morletti lanciamo una importante Iniziativa a supporto della Federazione Alzheimer Italia.

Pronto Alzheimer, invia un SMS al 48586
http://www.niclamorletti.net/2009/01/15/pronto-alzheimer/

Se hai un blog o un sito web puoi aiutarci concretamente a diffondere questo annuncio. La Redazione selezionerà tra tutti i partecipanti alcuni siti e blog da recensire nel Portale Manuale di Mari.
E’ importante pubblicare l’annuncio in modo integrale per invitare anche altri blog e siti web ad aderire all’Iniziativa.

Chi non ha un blog o un sito web può partecipare inviando poesie, brevi racconti, pensieri e riflessioni nei commenti al post dell’Iniziativa nel Blog di Nicla Morletti. Tra tutti i partecipanti sceglieremo un autore a cui donare un fiore offerto da Punto Flora – www.puntoflora.com

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intervista su ‘A jatta

gennaio14

A jatta (cover) (3)www.queerblog.it/post/4651/sicilia-amori-transessuali-e-una-gatta-filosofa

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per Sergio Consani

gennaio13

ricordi il gioco dei racconti che facemmo una sera in albergo con Piovani?Era il ’94 e io arrivai terza, fu la prima volta in vita mia che scrissi un racconto…ripresi, ma sarebbe giusto dire cominciai, a scrivere dopo 10 anni nel 2004 (e ancora non ho smesso). Non ricordo più se fu il tuo racconto a vincere la gara, un racconto sulle formiche? Così mi pare di ricordare, molto divertente. Ricordo anche che Piovani pensava avessi scritto una cosa incomprensibile su un cane, mi pare. Tu ricordi il mio? Lo pubblicai nel primo libro, in memoria del magico momento! eccolo, per te… Strano, ma ogni volta che lo vedo mi ritrovo in quell’albergo, con la taviani che non volle partecipare… in una delle mie ultime notti felici e totalmente sbagliate. Un bacio, Sergione.

Dedicato

Con dolcezza il sipario si aprì sulla platea oscura, come una ferita che, slabbrandosi lentamente, lasci sgorgare un fiotto di sangue nero e tiepido. Il calore animale, proveniente dalla sala gremita, si riversò sul polveroso assito del palcoscenico, un’ondata tiepida fremente di sussurri, respiri, bisbigli. L’ingordigia millenaria del pubblico, mai placata, mai appagata sino in fondo, pretendeva un nuovo spettacolo. Una distesa di occhi curiosi e irrequieti aspettava,  ansiosa,  nel buio. Alle prime luci di scena il fragore dell’applauso si spense, spezzettato.

Per tutto il tempo lui era stato lì, immobile nel retropalco. Quando i versi, ben noti, avevano cominciato a scivolare lievi nella sala ormai silenziosa, aveva sentito nelle vene come un ruggito. Un mugghio di piacere ancora da soddisfare gli aveva gonfiato le verdi arterie sul collo e gli occhi avevano lampeggiato selvaggi nel buio. I sacrifici umani, le torture, i roghi, le bighe, i cozzi mortali, le zanne splendenti delle belve nell’arena, i duelli, le sfide, lo spettacolo della vita e della morte, “lo spettacolo” pulsava quasi osceno nelle sue viscere. Con un gemito si era quasi aggrappato a una polverosa  cassa nera, di quelle che i tecnici utilizzano per trasportare i materiali di scena, e aveva lasciato che il dolore prendesse il sopravvento.

La platea adesso rumoreggiava, come uno stomaco soddisfatto.

Lui provò a fare un passo, poi un altro; con uno sforzo immane lasciò la cassa nera e ne ebbe la stessa sensazione di un naufrago che abbandoni il salvagente. Con fatica guadagnò un angolo remoto dietro le quinte, una specie di nicchia tra arnesi in disuso. Solo lì ricominciò a respirare con regolarità; il suo sguardo annacquato ritrovò un barlume di coscienza, tornò presente a se stesso. Dopo un po’ uscì.

L’aria fuori era fresca; una bella sera di fine ottobre avvolgeva la grande piazza del teatro, appannando appena i contorni reali delle cose. Reale? Cosa può essere considerato reale da un attore?

La sagoma dell’automobile, laggiù, era reale. Affrettò il passo, attraversando la piazza deserta con una sorta di disagio antico. L’oscurità misteriosa della notte non era la stessa delle quinte; si sentì una preda facile così solo, lì in mezzo. L’eco ingigantita dei suoi stessi passi lo inseguiva risuonandogli nelle orecchie. Corse. Corse come fosse braccato. Il rombo ubbidiente della sua auto gli accarezzò la nuca, materno; abbozzò un sorriso – Che stupido, di cosa aveva avuto paura? –

La strada lucida e silenziosa era la stessa di ogni sera, si avvolgeva snella alla campagna, come un lungo nastro grigio. Gli venne in mente che, vista dall’alto, poteva sembrare un filo d’argento, di quelli che si mettono intorno all’albero di Natale.

“Che cosa vuoi, quest’anno, da Babbo Natale? Devi scrivere una letterina! Devi essere buono o non avrai nulla!” Lui era stato buono, era sempre stato buono. Era stato buono, buono, buono …

Pigiò sull’acceleratore.

Per anni e anni era stato il più buono; anni e anni, ad aspettare, buono, la sua magica occasione. Forse a Natale, questo Natale, avrebbe recitato ancora una volta.  Un’ultima volta, a Natale.

Quelle luci laggiù, che belle! Allegre, sulla strada, così grandi, si avvicinano e diventano stelle abbaglianti attraverso le lacrime.

L’applauso è un boato di ferro rovente, un mare di occhietti rossi in platea.

“Auguri! Buon Natale!”

La luce …

Chi è di scena?


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per Sergio Consani

gennaio13

ricordi il gioco dei racconti che facemmo una sera in albergo con Piovani?Era il ’94 e io arrivai terza, fu la prima volta in vita mia che scrissi un racconto…ripresi, ma sarebbe giusto dire cominciai, a scrivere dopo 10 anni nel 2004 (e ancora non ho smesso). Non ricordo più se fu il tuo racconto a vincere la gara, un racconto sulle formiche? Così mi pare di ricordare, molto divertente. Ricordo anche che Piovani pensava avessi scritto una cosa incomprensibile su un cane, mi pare. Tu ricordi il mio? Lo pubblicai nel primo libro, in memoria del magico momento! eccolo, per te… Strano, ma ogni volta che lo vedo mi ritrovo in quell’albergo, con la taviani che non volle partecipare… in una delle mie ultime notti felici e totalmente sbagliate. Un bacio, Sergione.

Dedicato

Con dolcezza il sipario si aprì sulla platea oscura, come una ferita che, slabbrandosi lentamente, lasci sgorgare un fiotto di sangue nero e tiepido. Il calore animale, proveniente dalla sala gremita, si riversò sul polveroso assito del palcoscenico, un’ondata tiepida fremente di sussurri, respiri, bisbigli. L’ingordigia millenaria del pubblico, mai placata, mai appagata sino in fondo, pretendeva un nuovo spettacolo. Una distesa di occhi curiosi e irrequieti aspettava,  ansiosa,  nel buio. Alle prime luci di scena il fragore dell’applauso si spense, spezzettato.

Per tutto il tempo lui era stato lì, immobile nel retropalco. Quando i versi, ben noti, avevano cominciato a scivolare lievi nella sala ormai silenziosa, aveva sentito nelle vene come un ruggito. Un mugghio di piacere ancora da soddisfare gli aveva gonfiato le verdi arterie sul collo e gli occhi avevano lampeggiato selvaggi nel buio. I sacrifici umani, le torture, i roghi, le bighe, i cozzi mortali, le zanne splendenti delle belve nell’arena, i duelli, le sfide, lo spettacolo della vita e della morte, “lo spettacolo” pulsava quasi osceno nelle sue viscere. Con un gemito si era quasi aggrappato a una polverosa  cassa nera, di quelle che i tecnici utilizzano per trasportare i materiali di scena, e aveva lasciato che il dolore prendesse il sopravvento.

La platea adesso rumoreggiava, come uno stomaco soddisfatto.

Lui provò a fare un passo, poi un altro; con uno sforzo immane lasciò la cassa nera e ne ebbe la stessa sensazione di un naufrago che abbandoni il salvagente. Con fatica guadagnò un angolo remoto dietro le quinte, una specie di nicchia tra arnesi in disuso. Solo lì ricominciò a respirare con regolarità; il suo sguardo annacquato ritrovò un barlume di coscienza, tornò presente a se stesso. Dopo un po’ uscì.

L’aria fuori era fresca; una bella sera di fine ottobre avvolgeva la grande piazza del teatro, appannando appena i contorni reali delle cose. Reale? Cosa può essere considerato reale da un attore?

La sagoma dell’automobile, laggiù, era reale. Affrettò il passo, attraversando la piazza deserta con una sorta di disagio antico. L’oscurità misteriosa della notte non era la stessa delle quinte; si sentì una preda facile così solo, lì in mezzo. L’eco ingigantita dei suoi stessi passi lo inseguiva risuonandogli nelle orecchie. Corse. Corse come fosse braccato. Il rombo ubbidiente della sua auto gli accarezzò la nuca, materno; abbozzò un sorriso – Che stupido, di cosa aveva avuto paura? –

La strada lucida e silenziosa era la stessa di ogni sera, si avvolgeva snella alla campagna, come un lungo nastro grigio. Gli venne in mente che, vista dall’alto, poteva sembrare un filo d’argento, di quelli che si mettono intorno all’albero di Natale.

“Che cosa vuoi, quest’anno, da Babbo Natale? Devi scrivere una letterina! Devi essere buono o non avrai nulla!” Lui era stato buono, era sempre stato buono. Era stato buono, buono, buono …

Pigiò sull’acceleratore.

Per anni e anni era stato il più buono; anni e anni, ad aspettare, buono, la sua magica occasione. Forse a Natale, questo Natale, avrebbe recitato ancora una volta.  Un’ultima volta, a Natale.

Quelle luci laggiù, che belle! Allegre, sulla strada, così grandi, si avvicinano e diventano stelle abbaglianti attraverso le lacrime.

L’applauso è un boato di ferro rovente, un mare di occhietti rossi in platea.

“Auguri! Buon Natale!”

La luce …

Chi è di scena?


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