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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

Gna-gnau ‘A jatta

ottobre13
è iniziato il conto alla rovescia per
‘A jatta
il nuovo romanzo di
Cinzia Pierangelini

Già nota al pubblico e a certa critica attenta, la Pierangelini torna al romanzo (dopo il fortunato esordio nel 2006 con Eraclito e il muro) per consegnare al lettore una storia d’amore che attinge a larghe mani dall’attualità e promette di offrire diversi spunti di riflessione. Alfredo, spirito malinconico e pessimista, è un segretario scolastico in pensione e single per scelta. L’incontro con una donna misteriosa, Andrea, ne sconvolgerà l’esistenza. Andrea non è una donna qualunque, ha alle spalle un vissuto tormentato: è una transessuale che ha scelto di operarsi e ora, dopo anni di lontananza, è tornata a vivere in Sicilia. La loro passione travolgente dovrà fare i conti con la meschinità e i pregiudizi dell’universo che gli gravita attorno: gli amici di lui, una cameriera scorbutica, il fantasma di vite trascorse, altri affetti, un violoncellista antipatico e, su tutti, una gatta filosofa – ‘a jatta – che, con i suoi tempi proverbiali, scandisce l’evolversi della storia…

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4 Commenti to

“Gna-gnau ‘A jatta”

  1. Avatar ottobre 13th, 2008 alle 12:08 utente anonimo ha detto:

    l’universo che gravita loro intorno!!!


  2. Avatar ottobre 13th, 2008 alle 16:47 cochina63 ha detto:

    sono d’accordo, è più bello sebbene su l’accademia della crusca:

    Il caso della superestensione di gli a coprire anche gli usi di loro, a loro, a essi, a esse e anche di le è solitamente elencato dai linguisti tra le principali caratteristiche di questo nuovo tipo di italiano (insieme all’uso, per esempio, di a me mi [sul quale è possibile consultare una scheda all’indirizzo http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=4096&ctg_id=93%5D, al che polivalente ecc.). Per chiarezza, tuttavia, è meglio distinguere fra il gli usato in luogo di loro e simili e fra il gli usato per le.

    Gli per loro è attestato nei dizionari più recenti, come il GRADIT, “Grande Dizionario Italiano dell’Uso” di Tullio de Mauro (2000, UTET), che nella definizione di gli scrive: “2 gli […] colloquiale, specialmente nella lingua parlata compare in alternativa a loro, a loro, a essi, a esse: quando me lo chiederanno, gli risponderò” [cioè risponderò (a) loro]. Il DISC; “Dizionario Italiano Sabatini Coletti” (1997, Giunti) scrive: “[…] come pl. gli (come esito del dativo latino plurale illis) è assai freq. in quanto forma più chiaramente atona (e quindi proclitica o enclitica) rispetto a loro […]”. Dunque, a parte la ragione etimologica a tale uso (loro invece deriva dal genitivo plurale illorum), esiste una giustificazione “pratica”, dovuta al fatto che per le altre persone esiste la possibilità di scegliere tra pronome enclitico e proclitico: mi dice / dice a me; ti dice / dice a te; gli dice / dice a lui; ci dice / dice a noi; vi dice / dice a voi; per la terza persona plurale questa possibilità non esiste: dice (a) loro e non *(a) loro dice: il pronome “mancante” viene, nell’uso, sostituito da gli. Tale forma è stata usata anche dal Manzoni: “Là non era altro che una, lasciatemi dire, accozzaglia di gente varia d’età e di sesso, che stava a vedere. All’intimazioni che gli venivan fatte, di sbandarsi e di dar luogo, rispondevano …


  3. Avatar ottobre 13th, 2008 alle 16:48 cochina63 ha detto:

    e comunque ci si dovrebbe firmare, dico se non si ha nulla di cui vergognarsi…


  4. Avatar ottobre 16th, 2008 alle 06:50 julka75 ha detto:

    Ma insomma, è uscito o che?


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