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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

scrittori inventasi

ottobre19

Rifletto, dato che con questo braccio inutile non posso far altro, sulle scuole di scrittura creativa, sulle case editrici a pagamento, sulle richieste che fioccano ovunque di ‘come si fa a scrivere?’ e mi dico che è davvero una cosa strana questa tendenza. Mentre l’elettronica impazza, le vendite dei libri calano (dicono, boh), veline e calciatori s’arricchiscono alla faccia dei precari: i giovani sognano di scrivere. Perché? E come mai chiedono d’imparare?Cosa si cela dietro questo bisogno di scrivere un libro? O meglio: di pubblicare un libro? Certo, è sempre stato anche il mio sogno ma ho scritto e poi mi son posta il problema di farmi giudicare; mentre spesso sento chiedere: come si scrive? come si supera il blocco della pagina bianca? Il blocco della pagina bianca si supera scrivendo e si scrive se si ha qualcosa da dire. O no? Ovviamente è una riflessione oziosa, deficiente e imprecisa. Nella scrittura si nasconde qualcosa di noi, certo; ma non ci sarà anche il desiderio di diventare famosi… fine a sé stesso? E quanti di questi ragazzi leggono, anche? Mi è capitato da poco di leggere di uno che scriveva tantissimo e si vantava di non aver mai letto nulla. Sarà che per me l’amore per le parole, lette o scritte, è uguale. Sarà che ho scritto solo se mi veniva facile come un gioco (e tale è, ancora) e non era momento di stress ma di appagamento…

pubblicato nella/e categoria/e pensieri alieni
4 Commenti to

“scrittori inventasi”

  1. Avatar ottobre 19th, 2008 alle 14:59 Nottedolce ha detto:

    Penso che scrivere sia un bisogno, un’esigenza profonda di comunicare emozioni e chiarirle a se stessi. Ovviamente fa piacere essere letti, è naturale aspirare a questo. Non credo che si possa scrivere senza aver letto molto. Leggere di tutto e di più è fondamentale. Una palestra indispensabile oltre che un piacere profondo.


  2. Avatar ottobre 19th, 2008 alle 21:00 accipicchia ha detto:

    Molto interessante questo post-riflessione, penso che tu abbia davvero centrato il problema.

    Scrivere è un bisogno, come mangiare, bere e dormire, se diventa altro, secondo me, non è più una necessità ma solo un mezzo per raggiungere un altro fine.

    Bisogna essere sinceri anche con se stessi, certo immagino faccia piacere essere conosciuti, sapere che gli altri sanno che ci sei, essere apprezzati, ma senza il supporto di una grande carica interiore, di una vera passione, tutto questo non sarebbe sufficiente.

    Grazie per avermi fatto riflettere, a presto. Piera


  3. Avatar ottobre 20th, 2008 alle 07:34 cochina63 ha detto:

    ma infatti la questione è di tempi, a mio avviso: scrivo e solo dopo penso a pubblicare, che è giusto perché scrivere è condividere, altrimenti non avrebbe senso.


  4. Avatar ottobre 23rd, 2008 alle 20:49 Menzinger ha detto:

    Scrivere è una di quelle cose che tutti pensano di saper fare, quasi che non ci volesse una vera tecnica per farlo.

    E’ un po’ come fare il cuoco o il camerie, sembra. TUtti si dicono: io lo so fare! Ma anche per fare i lcameriere o il cuoco ci vuole tecnica e mestiere.

    Certo il primo passo è leggere. Leggere molto. Io non mi posso porre certo come esempio. Ma per scrivere un libro leggo, appositamente varie decine di altri libri (oltre a quelli che leggo ” a parte”). Mi pare inconcepibile scrivere senza documentarsi e confrontarsi con chi c’ha preceduto. Pura arroganza.


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