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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

‘mbranata informatica: aiutino

febbraio26

Avete presente questo?. E’ l’Asus eee (discutibile acronimo per “Easy to learn, Esay to work, Easy to play”), un piccolo computer dalle dimensioni ridottissime. Chiuso, è poco più grande di un foglio A4 piegato in due. Aperto, rivela le sue caratteristiche. Uno schermo a colori da sette pollici, tre porte USB, connettività WI-FI, webcam integrata e alloggiamento per schede Secure Digital (quelle che è possibile usare nelle fotocamere digitali) e disco fisso a stato solido da quattro gigabyte. In più il sistema operativo è Linux.

è carinissimo ma il mio dubbio è: avendo open-office sarà incompatibile con il word (o rtx, insomma quella roba che si usa per salvare)che ho negli altri pc e dunque diventerebbe inutile per scrivere fuori casa (e poi trasferire). Come si risolve (se si risolve) questo intoppo?

p.s. tra l’altro costa solo 300 euro…

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concerto milazzo

febbraio24

Oggi alle 17,30 a Milazzo Il quartetto Goltermann… e io ci sarò!!!!

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l’eleganza del riccio

febbraio22

ho appena iniziato questo libro, ne ho lette una trentina di pagine (forse più) e non so che pensare… a parte che mi annoio a morte, nutro anche una terribile antipatia per i 2 personaggi principali…
che dire? bah… andrò avanti, imperterrita

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recensione che non avevo…

febbraio21

Almanacco di Stilos

Mantenere o cambiare? Ecco il dilemma
Viene proposta con Eraclito e il muro una commedia degli equivoci dove non mancano facezie: un muro che recita e fa il verso agli eventi cittadini, rivelando nell’anonimato più verità di quanta se ne respira ai tavolini del dirimpettaio bar Rigoletto, vero teatro di ogni azione condotta e diretta da don Tano La Russa, avvocato rampante intento a governare e gestire la vita di chiunque ostacoli la sua ambita, quanto “presunta”, scalata al potere. Matteo Miccichè è una delle sue vittime. E’ un critico che tiranneggia il mondo dello spettacolo con i suoi giudizi, solo parzialmente dettati da rettitudine e professionalità, poiché si insinua il dubbio fosse incrudelito dal suo passato di musicista fallito, invidioso di quell’umanità per essere stato egli stesso offeso e respinto. Colpevole per altro di essere “straniero” e di proporre nei suoi articoli l’eco di una diversa mentalità, di introdurre elementi di riflessione autonoma o di poter per dabbenaggine portare in luce complotti illeciti. Forse per questo temibile, perché non lo si può irregimentare e governare, anzi se si tentasse questa via sarebbe un boomerang. Unica via è annientarlo, renderlo poco credibile, irridere la sua indipendenza. Un’azione condotta senza esclusioni di colpi, che dissemina amarezza e malessere poiché dipinge con maestria un affresco proposto in migliaia di pagine di letteratura siciliana ma non per questo convenzionali, presentato qui con declinazioni efficaci e originali. La rabbia che si sente nel vedere delineato uno spaccato culturale assai noto, quello dei furbi, la passione con cui ci si immedesima nelle vicende umane, produce tensione e sospinge la lettura istillando il desiderio di rivalsa e forse anche di un lieto fine. La capacità di questo romanzo è quello di indicare un’uscita possibile e non banale che irride immagini stereotipate. Non ci sono vincitori e vinti, potenti e sconfitti ma una sceneggiatura ricca e intensa di stati d’animo e caratteri dove si mescolano vizi e virtù, baldanza e debolezze, durezza e sensibilità, ma dove rimane immutata a fare da scenario la lotta fra volontà di permanenza e potenzialità di mutazione. Panta rei è l’espressione che, introducendo la consapevolezza/ineluttabilità del fluire, aleggiando fra i tavoli del bar Rigoletto, permea come musica di sottofondo l’intera rappresentazione, ora desiderio o volontà o timore, e ‘ff’anculo Eraclito è la risposta ironica e farsesca affrescata sul muro per mostrare l’indisponibilità al cambiamento, liquidando amaramente ogni anelito manifestato per sconfiggere il timore del nuovo. E se è vero che la lingua nun havi l’ossa e rumpi l’ossa, come recita ancora il muro nel finale, si può assumere questo detto popolare per indicare il potere della parola che in questo romanzo ha un ruolo catartico ed esemplare nel denunciare scomode verità che non possono non sospingere alla ribellione… o magari ad una semplice e critica presa di distanza. Ornella Fiandaca

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libera donna

febbraio21

http://www.firmiamo.it/liberadonna
mi pare il caso…

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editore GBM

febbraio20

finalmente il sito tanto atteso!

http://www.gbm.me.it/

e una paginetta tutta per me. Inoltre si può ordinare on line! era ora.
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buone nuove e cattive nuove…

febbraio20

Notizia fresca fresca: Andrea, singolare femminile esce a settembre… Non sono felice di questo slittamento ma… che farci? le case editrici hanno i loro piani… (be’ nel frattempo finisco in pace Il cappotto di legno)
Notizia che non capisco: Eraclito e il muro è stato selezionato, insieme a Fumisteria, di Fabio Stassi, da Casalini
p.s. non chiedetemi che vuol dire… non lo so!

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Claudio Bovo

febbraio18

io avevo 17 anni, stavo a Ivrea e lui abitava al piano di sopra, più o meno la stessa età. me lo ricordo bellissimo e gentile. oggi ho visto e sentito questo.
http://www.claudiobovo.it/escidalsogno.mp3   www.claudiobovo.it/
Lo conoscete?

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comunicazioni

febbraio17

http://caffestorico.splinder.com/post/15941348

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febbraio17

E il suo riso, cristallino adesso, arco niveo, come la luna, proiettato sul futuro. Su un domani di braccia tenere, strette attorno, e baci e ringraziamenti e profumi di casa, d’amore. Di perdono. Rinascita. Progetti

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