Crea sito

Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

dubbi…

novembre10

In una famiglia d’insegnanti l’argomento ‘allievo’ o ‘giovane’ è quotidiano, e spesso se ne parla lamentandosi delle nuove leve: per un motivo o un altro. Finalmente, però, uno squarcio: ho detto, al maritone: "quando eravamo giovani noi, mio padre piagnucolava dicendo che le nuove generazioni non erano più quelle di una volta; eppure, ora che son grande, non mi pare avesse ragione su me. E dunque? e dunque se ci sbagliassimo? se facessimo lo stesso sbaglio reiterato di ogni adulto di fronte al nuovo?Un delitto d’orgoglio".

Poi, ieri pomeriggio su rai tre, un simpatico filosofo ha affrontato lo stesso problema e ha dedotto: ‘ se dall’uomo scimmia, siamo passati all’uomo spaziale va da sè che questa storia delle nuove generazioni più ignoranti non funziona. Dunque il problema è: io vedo solo ciò che so (ovvero non lo vedo nei giovani) ma ignoro ciò che loro sanno e dunque, alla fin fine, l’ignorante è l’adulto’.

Questa ipotesi non fa una grinza, mi affascina e sarei disposta ad abbracciarla… però… però…

aiutatemi a capire

pubblicato nella/e categoria/e pensieri alieni
15 Commenti to

“dubbi…”

  1. Avatar novembre 10th, 2007 alle 08:08 dalloway66 ha detto:

    mah! il problema è spinoso. L’uomo spaziale fa parte di una élite, l’insegnante vede un vuoto intellettuale e un’attitudine alla violenza ignorante, tutti i giorni, non solo negli alunni, ma anche in molti giovani genitori…


  2. Avatar novembre 10th, 2007 alle 16:16 cochina63 ha detto:

    già, c’è appunto questa discrepanza che ci confonde… (veramente mio marito non è confuso affatto 🙂 )

    Non passa giorno che io non debba fermarmi, durante le spiegazioni, per chiarire l’uso dei vocaboli. E meno male che mi assale il dubbio!perché loro stanno zitti anche se non hanno capito cosa dico… Ieri ho detto ‘riposto’, per esempio e, su sei, 2 hanno pensato parlassi del paese (Riposto, vicino a Ct) (e non capivano cosa c’entrasse con le tonalità maggiori e minori o col gesso, di cui appunto chiedevo) e 4 non hanno capito e basta.Eppure non posso pensare che non vadano bene, che siano violenti e ignoranti, come dici,qualcosa sfugge… perché son gli stessi che poi appoggiano De Magistris o si fanno ammazzare di botte per il g8. Insomma non può essere!

    cochina63


  3. Avatar novembre 10th, 2007 alle 16:23 dalloway66 ha detto:

    Io ho alunni meravigliosi ed educatissimi, ma sono molto fortunata e poi preferisco viaggiare pur di non affrontare la città e la cintura cittadina dove si verificano episodi davvero fantascientifici. Tuttavia l’anno scorso una mela marcia l’ho beccata anch’io e anche se non posso raccontarti cosa ha fatto, in questa sede, ti assicuro che c’è da rabbrividire…


  4. Avatar novembre 10th, 2007 alle 16:25 nonsisamai ha detto:

    scusa ma anch’io lavoro in una scuola e appena sento qualcuno che comincia una frase tipo ‘i giovani d’oggi…’ scappo.

    mi sembra proprio inconcepibile.


  5. Avatar novembre 10th, 2007 alle 16:56 cochina63 ha detto:

    sì anche io sono fortunata… ma in linea generale molti insegnanti sono sconvolti, ne ho visti anche un paio piangere dopo l’uscita da ‘certe classi’. Io son più propensa a credere che non siano i ragazzi ad essere peggiorati ma i loro genitori, il sistema che ha tolto credito alla scuola. insomma che la colpa, tanto per cambiare, sia degli adulti appunto.


  6. Avatar novembre 11th, 2007 alle 07:32 majara ha detto:

    “colpa” non so, responsabilità di sicuro.

    Qualcuno ha pure trasmesso la cultura dell’ “uomo che non deve chiedere mai”…

    anche nel senso di “domandare”.

    ma un vicolo cieco sarebbe poi arrivare – di conseguenza – a dichiarare “i giovani” (la “categoria”, in blocco) non-responsabili.

    perché taluni hanno saputo, sanno, dubitare e scegliere. Saranno figli di qualcuno pure loro, e magari non sempre dei genitori “migliori”.

    (vedi le mie figlie :))


  7. Avatar novembre 11th, 2007 alle 08:06 cochina63 ha detto:

    piuttosto che Non responsabili io lamento spesso una sorta di apatia, no… peggio, uno scarto di comprensione; scarto effettivo di diversi secondi nell’afferrare ciò che dico.Come una specie di nebbia nella loro testa che li fa reagire in ritardo. Sto parlando di comandi semplici della musica, tipo ‘rifacciamo da battuta 10’, passano diversi, troppi secondi, prima che capiscano cosa dove e perché. Io ci scherzo su, dicendo che non riusciranno a prendere la patente se continuano così, ma la cosa è seria invece. Riflessi rallentati, attenzione imbavagliata. Sembrano drogati a volte (non lo sono eh!) E STANNO Lì DUE ORE A SUONARE, GLI PIACE. iNSOMMA è OLTRE LA LORO VOLONTà questo atteggiamento catalettico…


  8. Avatar novembre 11th, 2007 alle 10:19 tristantzara ha detto:

    E’ la tv cochina bella,è la forza dirompente delle immagini in video le quali accompagnate da frasi e spiegazioni sintetiche impoveriscono il linguaggio parlato. Hanno bisogno,stanno chiedendo aiuto,devi aiutarli non condannarli, mai cochina bella.


  9. Avatar novembre 11th, 2007 alle 13:18 cochina63 ha detto:

    sì, mi dicevano che appunto è una specie di alterazione da video… volendo è ancora più sconvolgente, no? cmq io non li condanno proprio, amo insegnare… tanto da star male io, a volte (spesso in realtà)


  10. Avatar novembre 11th, 2007 alle 15:09 Bartimesu88 ha detto:

    Non sono d’accordo con la concenzione negativa della tv. E’ grazie anche a questo strumento che sono ciò che sono (nel bene e nel male).

    Il fatto della frase “I giovani d’oggi…” è vero e sono d’accordo con chi la esprime, ma basta che il senso non sia generale. Dovrebbe, infatti, essere: “Una parte dei giovani d’oggi…”

    Il fatto che ogni generazione si usi questa frase riferita a tutte le nuove generazioni fa pensare; soprattutto perchè ha un accezione negativa.

    Non sono d’accordo con il filosofo per due motivi: 1. non mi piace la filosofia e non sopporto i filosofi (è generalismo, lo so, ma a me piace così).

    2. Non sono gli adulti ad aver torto, ma sia adulti che giovani.

    Il fatto è che una generazione vecchia (soprattutto di questi tempi in cui con la globalizzazione i mutamenti sociali sono repentini e difficili da seguire) è portata a fare un paragone tra i giovani odierni e come lo erano ai bei tempi andati. Da questo confronto i giovani nè escono sconfitti perchè gli adulti sono abituati ad un certo modo di vivere e pensare diverso da quello dei giovani (e pertanto sbagliato). I giovani sbagliano perchè sono idioti (non tutti, ma buona parte lo è) e perchè incapaci di pensare con la propria testa per capire che tutte le colpe che gli vengono attribuite dagli adulti (è sbagliato drogharsi, vestirsi come un pazzo, guidare ubriachi, fare violenze) sono giuste e ponderate.

    La soluzione quale è? Per me è difficile trovarla perchè mi ritengo un ragazzo a posto (nonne e madri di Messina considerate anche questo XD), ma anche perchè il problema sta nelle mani delle nuove generazioni che sono sostanzialmente incapaci di risolvere qualcosa senza aiuto. L’aiuto va dato da un adulto, ma questi fa fatica a comprendere i giovani perchè per farlo dovrebbe provare ad essere giovani (e meno male che non lo fa). Le vecchie generazioni dovrebbero essere disposte a capire le nuove trasformazioni sociali, dimostrandosi aperte e buone con i piccoli, evitando che essi siano traviati da coloro che hanno preso una brutta strada e necessitano un diverso tipo di approccio più duro che richiede partecipazione da parte del ragazzo/a e un pò di sale nella sua zucca (sperando di non trovare la particella di sodio).

    Come stanno invece messi i giovani a scuola non lo perchè da una mia esperienza personale non la vedo affatto brutta la situazione (ma ogni tanto mi viene il dubbio che la mia classe è un caso raro). Il punto è sempre lo stesso nello studio (qualsiasi sia la generazione interessata): Hai difficoltà? Vai male? Impegnati!

    Questa frase funziona e l’ho applicata in tre anni di scarsi risultati in matematica (uscendo dal liceo coi complimenti della prof esterna).

    Mi sembra di aver espresso tutto il mio pensiero.

    Saluti a tutti.


  11. Avatar novembre 11th, 2007 alle 15:20 cochina63 ha detto:

    Claudio è giovane e dunque va ascoltato, voglio solo dirti una cosa Claudio: le vecchie generazioni non erano diverse dalle nuove, secondo me e molti di noi si pongono il dubbio, senza condannare a priori, proprio perché non hanno perso del tutto quelle sensazioni. Perlomeno io.


  12. Avatar novembre 11th, 2007 alle 15:37 Bartimesu88 ha detto:

    Naturalmente non pretendo di sapere esattamente come vivevano i miei genitori (in effetti non ci tengo tanto). Il salto generazionale, nel mio discorso, lo facevo riferendomi soprattutto ai miei nonni che sono nati nella prima metà del ventesimo secolo. Tra loro e me le differenze sono enormi; e loro sì che possono veramente dire “i giovani d’oggi…” nel bene e nel male.

    Nel commento precedento mi ero scordato il pezzo del filosodo che fa il paragone tra l’uomo scimmia e l’uomo spaziale. Questo filosofo dimentica che l’evoluzione non comprende tutti gli appartenenti a una stessa specie. Non è che ogni tot di anni da che sono tutti idioti gli uomini bevono la pozione magica e diventano più intelligenti. E’ stata un’ elite a portarci dove siamo ora (anche se aiutata). Il fatto che oggi giorno abbiamo telefonini, computer ecc. dipende da quei pochi che hanno avuto il genio di inventarli tali artifici scientifici, e non dalla parte di persone che si droga, beve e s’ammazza per le strade.

    Credo che una delle chiavi di tale dissonanza tra le generazioni odierne e quelle dei “bei tempi andati” consista nel passaggio tra l’importanza data ai valori materiali (lottare per campare) a quelli spirituali (“fumamone na canna, fraté”, disturbi psicologici e altre belle cose dovute ai conflitti interiori), come già era accaduto negli anni sessanta. Al giorno d’oggi i ragazzi hanno quello che vogliono (peccato che io non sia ancora andato in Giappone), quindi si pongono su un piano differente rispetto a quello degli anziani che a quella stessa età pensavano a lavorare e a mettere su famiglia.

    Mi viene l’esempio dei jeans sporchi e strappati che vendono nei negozi a caro prezzo, e che io con un pò di terra e una forbice posso fare gratis: per i giovani d’oggi sono di moda, mentre ai tempi dei miei nonni sarebbe stato impensabile comprarsi un jeans strappato.

    Da questo discorso risulta che io sono più simile ai miei nonni che non a un ragazzo della mia età (se non fosse per il mio aspetto dovrei cominciare a preoccuparmi)


  13. Avatar novembre 11th, 2007 alle 15:45 cochina63 ha detto:

    ma no, resta così… gli altri ci arriveranno più tardi a queste considerazioni, magari quando avranno figli…


  14. Avatar novembre 13th, 2007 alle 10:42 smn ha detto:

    Io credo che il problema è che la nostra società ha abbandonato l’etica per il materialismo. I giovani però non decidono certe situazioni ma le subiscono, la colpa è dei “vecchi”.

    Simone


  15. Avatar novembre 13th, 2007 alle 13:04 cochina63 ha detto:

    eppure i vecchi, assai spesso, son quelli legati invece ai valori…


You must be logged in to post a comment.