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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

caffè…

settembre22

Masticava denti e sputava ma erano pezzi su pezzi, la bocca piena non ostante l’acqua e lo spazzolino e la saliva, allora cominciò a levare i pezzi con le mani. Manate di denti ma continuava a masticarli, piangendo, gridando, disgustata e spaventata come se la morte fosse lì, ora, nella sua bocca. Poi guardò nei pugni, tra ledita… e i pezzi erano lettere, parole, striscette a stampa… carta su carta, dura e spigolosa in bocca, sabbiosa tra le gengive sdentate e sanguinanti. Allora gridò: Caffèèèèèèèèè!

finalmente il riposino pomeridiano era finito. Si era svegliata. ma un po’ di voglia di piangere l’aveva ancora.

pubblicato nella/e categoria/e sogni
16 Commenti to

“caffè…”

  1. Avatar settembre 22nd, 2007 alle 21:39 cochina63 ha detto:

    faccio davvero dei sogni orrendi!


  2. Avatar settembre 22nd, 2007 alle 22:27 gabrilu ha detto:

    I denti che cadono, il mal di denti e in genere tutto ciò che ha a che fare con i denti occupa un buon 40% (cito per difetto) dell’ “Interpretazione dei sogni” di Freud.

    Poi — per carità caritatevole — si può sempre preferire la Smorfia e farsi quattro risate con quella, se Freud appare troppo hard ^___^

    Un bacione 🙂


  3. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 04:27 utente anonimo ha detto:

    Ma i denti si trasformano in parole, tra le dita, e questo potrebbe indurre Freud a riservarsi di studiare meglio il tuo caso e aggiornarti l’appuntamento. Su youtube puoi trovare il preludio della suite n°1 eseguito rispettivamente da rostropovich, maiski e casals. Potresti provare a fare un confronto.( a me piace la versione di mischa maiski che è più fisica e più inaspettata nel tempo musicale ) bye


  4. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 08:26 cochina63 ha detto:

    La mia conoscenza di Freud è lacunosa (ehm ehm)(diciamo), vi proporrei di buttare lì una vostra interpretazione. Gabrilù, ho visto le tue foto sul sito dei fotografi siciliani: belle!

    Terrarossa:sarà un piacere, l’altroieri ho passato un pomeriggio a leggere il Bach violoncellistico trasportato per violino da Enrico Polo… che divertimento!(anche perché risulta assai più agevole). Bach per me è un genio, più penso alla sua vita, ai suoi tempi e più la sua musica mi sconvolge per attualità e coraggio; e la tecnica richiesta poi… pazzesca.


  5. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 15:29 cochina63 ha detto:

    terra mi dài l’indirizzo youtube esatto?


  6. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 17:12 utente anonimo ha detto:

    http://www.youtube.com

    poi nella casella di ricerca digiti :

    suites bach

    ed esce un elenco di video compresi quelli che ti ho detto.


  7. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 17:17 utente anonimo ha detto:

    Per quanto riguarda l’interpretazione del tuo sogno, la perdita di denti indica sempre paura di perdere qualcosa d’importante. Pewr restare in tema freudiano, quindi porco, potrebbe essere paura di perdere la propria femminilità, l’esuberanza giovanile, paura di non essere all’altezza con gli uomini, impotenza sessuale ecc.

    Nel tuo caso, i denti persi si tramutano, tra le mani, in parole, lettere. Allora questa paura di perdere qualcosa d’importante potrebbe essere collegata alla tua attività di scrittura e non alla tua attività erotica. Per questo dicevo che freud avrebbe potuto chiedere un aggiornamento dell’appuntamento riservandosi uno studio più approfondito del tuo caso, dato che lui vede il mondo in termini di organi sessuali…


  8. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 17:43 cochina63 ha detto:

    ecco ecco… già: paura di perdere le parole. Le parole… per dire.

    Vado a sentire Bach, è meglio: intanto ti dico subito che il marito violoncellista (a proposito: oggi un suo allievo di 15 anni ha vinto il Vittorio Veneto) sostiene che Casals è quello più ligio alla scrittura e dunque da preferire.


  9. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 17:58 cochina63 ha detto:

    mi dissocio dal marito, e anche da te, ma preferisco Rostropovich (anche yo -yo ma non è male), MI PARE CHE IL SUO NON CONCEDERSI NIENTE (NESSUNA FERMATA, NESSUNA ROMANTICHERIA ETC.)rispetti del tutto la partitura. casals mi fa impressione per il suono (considera l’epoca) pazzesco su ogni nota.


  10. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 18:51 diegodandrea ha detto:

    Mi hai fatto tornare in mente il film di Salvatores!

    Molto carino… il post e pure il film 😉

    Ciao D


  11. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 19:42 cochina63 ha detto:

    quale film?


  12. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 20:27 diegodandrea ha detto:

    “Denti” … si intitola proprio così!

    🙂


  13. Avatar settembre 23rd, 2007 alle 21:44 utente anonimo ha detto:

    E qui c’è il jazzofilo, che considera un grave difetto l’adesione alla scrittura…anche se quando ascolto classica mi sforzo di farlo diventare un pregio. Il problema di quando si trasvola tra modi diversi di fare musica è quello di ridefinire i parametri di giudizio. Yo Yo Ma è un grande e mi sbilancio proprio: più di Sollima (tiè!)


  14. Avatar settembre 24th, 2007 alle 05:48 cochina63 ha detto:

    denti non l’ho visto…

    jazzofilo: non diciamo castronerie: l’interpretazione della partitura è possibile (come dimostrano le differenti esecuzioni) ma deve attenersi a ciò che scrive l’autore, altrimenti si parla, appunto, di improvvisazione o variazione (e non ho nulla in contrario)ma di certo impossibili in un’esecuzione di repertorio. E poi non fare l’esterofilo! Sollima è anche divino compositore!


  15. Avatar settembre 24th, 2007 alle 09:30 utente anonimo ha detto:

    Quel che dici è vero, a proposito della musica classica. Ma io parlavo di jazz che ha metri di giudizio differenti. A parte l’improvvisazione (che però lo stesso bach praticava a profusione per cui, al limite, questa lettura filologica delle partiture è una concezione sopravvenuta a posteriori) nel jazz esistono elementi sintattici come:

    il sound, ossia il timbro strumentale personalizzato, per cui, ascoltando uno strumento si può dire: questo è il tal dei tali, oppure, questo è pinco ecc.

    lo stile, ossia una tecnica personale , quindi anche nell’esecuzione di un brano composto da altri.

    l’interplay, ossia un particolare modo di relazionarsi tra i musicisti che genera estemporaneamente un particolare modus interpretativo.

    Fondamentalmente, il jazz è musica che esalta l’individualità interpretativa ai danni del rigore della scrittura (che non esiste, giacchè il jazz continua fondamentalmente ad essere oralità più che scrittura. a di questo si potrebbe discutere a lungo, perchè il dibattito è tuttora vivo, anche a proposito di un suo probabile insegnamento nei conservatori, tentativo che sta naufragando perchè, laddove ciò avviene, sta producendo musicisti standardizzati, copie carbone di sè stessi che stanno distruggendo l’anima el jazz. In effetti il metodo di insegnamento occidentale, classico, non si adatta a questa musica. Per questo, nell’ascolto, bisogna rivedere i criteri di giudizio. Tutto qui.


  16. Avatar settembre 24th, 2007 alle 09:35 cochina63 ha detto:

    eh, ma per il jazz sono d’accordo. Riguardo all’improvvisazione in Bach e nel barocco in genere c’erano belle regoline anche lì, non tutto era lasciato al caso; e infatti fare Barocco sul serio è cosa piuttosto difficile.


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