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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

prof e proffe

settembre1

http://laprof.splinder.com/post/12118509/Gli+Strumentisti cito questo post di una proffa, a cui ho risposto, e pongo qui da me una domanda che mi sta a cuore. Noi strumentisti, assunti alle scuole medie (non tutte) per impartire lezioni di strumento musicale viviamo una condizione confusa a livello legislativo e spesso anche oltre. Il nostro lavoro viene giudicato inutile il più delle volte, di facciata o , se va bene,  grazioso orpello per attrarre studenti dalle elementari.Siamo di ruolo ma a volte siamo di troppo, stiamo nei consigli di classe ma in genere non c’interpellano, viviamo ai margini e alcuni di noi se ne approfittano lavorando male… Ma voi, gente comune, cosa pensate dell’educazione allo strumento? cosa ne sapete? qual è la vostra idea?

pubblicato nella/e categoria/e magica proffa
19 Commenti to

“prof e proffe”

  1. Avatar settembre 1st, 2007 alle 17:16 LaVostraProf ha detto:

    Per ora (ché il discorso è lungo) io posso dire che l’educazione allo strumento è una cosa più che positiva, e il mio alunno preferito della mia prima classe ha cominciato dal nulla alla scuola media, con lo strumento nelle mezz’ore rubate alle altre materie (allora si usava così), ha proseguito al conservatorio ed ora è compositore apprezzato di musica contemporanea con commesse di opere fino al 2011 e poi si vedrà.

    Però io sono un po’ di parte: nel senso che conosco bene che cosa significa l’insegnamento dello strumento (non dell’educazione musicale) nella scuola media. Ma basta che ne parli a mia sorella (ha le figlie in un’altra scuola) e lei comincia a confondersi.


  2. Avatar settembre 1st, 2007 alle 18:45 utente anonimo ha detto:

    Alla scuola dove insegna mia moglie, alle medie, studiano violino, percussioni, pianoforte, chitarra, flauto ecc. Ma il problema è che alla terza media sono, a mala pena, capaci di eseguire qualche semplice canzoncina, mentre mia figlia, a sette anni, col violoncello, esegue le suites di Bach Perchè, noi genitori pazzi, quando aveva due anni, anzichè la barbie, l’abbiamo fatta giocare con una viola attrezzata a violoncello. Perchè la musica, come la parola, fanno parte dell’espressività primaria dell’individuo che quindi deve cominciare a suonare contemporaneamente col parlare. Pretendere di insegnare lo strumento a un ragazzo di 14 anni è assurdo. Come se un insegnante di italiano ricevesse in prima media, ragazzi analfabeti. Alla fine del ciclo sapranno dire si e no mamma e papà. L’approccio della musica, in italia, va completamente rivisto, a mio avviso.


  3. Avatar settembre 1st, 2007 alle 21:36 cochina63 ha detto:

    Molti allievi continuano, iniziando il percorso alle medie (io stessa, sebbene in conservatorio, iniziai in prima media) e mio marito iniziò addirittura a sedici anni.però concordo: un inizio precoce aiuta moltissimo. Tuttavia penso che lo studio dello strumento a scuola, non in conservatorio dunque, non debba per forza essere finalizzato a un proseguimento professionale. Credo che principalmente debba far parte di un’educazione generale, per darle completezza (come l’educazione artistica, per esempio). perciò immagino sarebbe adeguato inserire lo studio della musica alle elementari e proseguirlo alle superiori…


  4. Avatar settembre 2nd, 2007 alle 05:30 utente anonimo ha detto:

    Sono d’accordo. Dalle materne. E con uno strumento da subito e un approccio serio.Stesso impegno con le scale, i colori e l’alfabeto perchè non devono necessariamente diventare musicisti, nè pittori nè scrittori ma persone complete. Per lo stato sarebbe il miglior investimento possibile per il futuro dei suoi cittadini.


  5. Avatar settembre 2nd, 2007 alle 07:54 tristantzara ha detto:

    Cochina bella, concordo perfettamente con il post precedente, il quale se si desse un’identità invece che rimanere anonimo sarebbe uno strumento musicale in più per tutti. Cmq. ritengo utile ed non eliminabile l’approccio scolastico alla musica per i ragazzi/e.


  6. Avatar settembre 2nd, 2007 alle 07:55 utente anonimo ha detto:

    in realtà l’ora di musica alle elementari c’è, ma proprio quando andiamo a fare i concertini nelle scuole, le maestre confessano la loro totale incapacità (nella maggior parte dei casi) di improvvisarsi musiciste e i bambini perdono così gli anni migliori per accostarsi alla musica. Ho esaminato ragazzi incapaci di cantare ‘tanti auguri’… Tutto ciò per risparmiare sugli insegnanti, ovvio. E poi una popolazione un po’ ignorante fa comodo no?


  7. Avatar settembre 2nd, 2007 alle 07:58 utente anonimo ha detto:

    quale post senza identità?

    p.s. in ogni caso splinder si rifiuta di riconoscermi… acci…


  8. Avatar settembre 2nd, 2007 alle 13:07 lauraetlory ha detto:

    Noi gente comune, per lo più stonati come campane, ricordiamo con ironico distacco quelle che ci venivano spacciate per lezioni di educazione musicale alle medie: un flauto di plastica, un quaderno di fogli con il pentagramma, lo sforzo di imparare a “scriverci” sopra le note, lo sforzo di capire cosa si fosse scritto e il risultato di riuscire a suonare, con il flauto in questione, la canzone di Sandokan dei fratelli De Angelis…

    Io credo che insegnare musica, veramente, attraverso lo studio serio di uno strumento, sarebbe un arricchimento culturale non quantificabile per i ragazzi delle medie e medie superiori. Un’apertura verso un mondo dove la cultura non la si subisce come nozione, ma la si fa nel momento stesso in cui le tue dita riescono a trarre dallo strumento le note che grandissimi artisti hanno elaborato, creato e lasciato in eredità.

    Ma sono scettica, circa la possibilità di ottenere tutto questo in una scuola che non è neanche capace di insegnare l’analisi logica!

    Laura


  9. Avatar settembre 2nd, 2007 alle 14:39 utente anonimo ha detto:

    eppure questo è proprio il mio lavoro, e il lato positivo è che io faccio lezione a un allievo per volta, un’ora a settimana, faccia a faccia, e questo permette dei progressi non indifferenti dal punto di vista scolastico e affettivo. Certo non tutti riescono a suonare decentemente ma una buona parte impara ad amare la musica oltre che a socializzare, sfidare se stesso, collaborare coi compagni…


  10. Avatar settembre 2nd, 2007 alle 21:32 farolit ha detto:

    io ne so poco. nonostante abbia avuto in famiglia una sorella che fece la scuola media al conservatorio (o viceversa?) e il violoncello durò quel triennio e poi più.

    ma penso che se ci fosse più cultura musicale in genere, tutto il sapere migliorerebbe. il mio sogno (melomane e mitomane) è trasmettere l’amore per l’opera ai bambini delle elementari. bisogna ricreare gli appassionati, troppe teste bianche a teatro… come se questo patrimonio fosse destinato ad estiguersi. e pensare che in Russia tutti sanno suonare uno strumento, capire la musica, amarla.

    🙂


  11. Avatar settembre 2nd, 2007 alle 23:02 Soriana ha detto:

    Credo che l’educazione musicale, sia l’educazione all’ascolto (anzi, soprattutto quella), sia l’apprendimento di uno strumento, debba ritenersi importante come tutte le altre materie scolastiche. Ascoltar musica, saperla anche riprodurre, e imparare ad apprezzare più generi musicali possibili non può che arricchire la vita. Quella interiore, naturalmente…

    Bacione.

    Milvia


  12. Avatar settembre 3rd, 2007 alle 18:53 caliyuga ha detto:

    quando vieni a giocare con noi? 🙂 *


  13. Avatar settembre 3rd, 2007 alle 19:25 cochina63 ha detto:

    eh sì, farolit, è vero….

    Milvia l’educazione musicale e lo strumento hanno affinità, si completano, purtroppo il problema sono spesso proprio i genitori che non capiscono l’importanza di sensibilizzare le nuove leve…


  14. Avatar settembre 3rd, 2007 alle 19:35 cochina63 ha detto:

    Caliyuga: presto, prometto…


  15. Avatar settembre 4th, 2007 alle 17:34 UomoMascarato ha detto:

    @terrarossa

    cosa vuol dire tutto ciò? che un ragazzo a 14 o 15 anni dev’essere privato di ampliare il suo bagaglio culturale solo perchè i genitori non l’hanno educato sin da bambino? certamente un bambino che inizia a 2 anni a 7 saprà già suonare le suites di bach… dire che in terza media i ragazzi sappiano suonare qualche semplice canzoncina sia un’offesa alla scuola, ai professori ed agli allievi stessi…ci si può appassionare alla musica anche a 14 anni! perchè no? non c’è un’età stabilita! credo che prima di fare certe considerazioni bisognerebbe partire dalla propria esperienza personale senza giudicare nessuno…

    un saluto particolare a coca! 😉


  16. Avatar settembre 5th, 2007 alle 05:46 utente anonimo ha detto:

    Volevo dire che un ragazzo che comincia a 14 anni può anche diventare più bravo di Sollima (e qui faccio il ruffiano…) e può godersi la bellezza del suo suonare. Ma non tutti. Molti restano esclusi perchè a 14 anni hanno percorsi di vita ben definiti che potrebbero non comprendere la musica. Se cominciano a due o tre anni, invece, la musica entrerà nel loro formarsi individui come parte integrante di quelo processo. Come la scrittura insomma. Poi si sa che la musica va ascoltata fin da subito per crearsi un’abitudine, una predisposizione.

    Volevo dire, infine, che la scuola ha il dovere da subito di iniziare i cittadini futuri alle tre coordinate fondamentali: segno, suono e colore.


  17. Avatar settembre 5th, 2007 alle 16:02 cochina63 ha detto:

    sì, anche questo è vero. ma la scuola media inizia a 11, fortunatamente. Io penso che però non debba per forza creare delle professionalità, l’importante è insegnare un linguaggio (questo è la musica) e attraverso esso aprire la mente a nuove sensibilità, conoscenze, sfide…


  18. Avatar settembre 6th, 2007 alle 18:01 UomoMascarato ha detto:

    io credo che anche un uomo a 50 anni possa comprendere la musica… in fin dei conti non è un privilegio di pochi saperla apprezzare…


  19. Avatar settembre 7th, 2007 alle 11:24 utente anonimo ha detto:

    dovrebbe essere privilegio di tutti, anzi un non-privilegio

    coca


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