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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

esordienti

luglio10

il post presentazione virtuale di laura e lory del loro libro mi ha dato da pensare, soprattutto in virtù del fatto che il mio secondo romanzo tarda a uscire, ché l’editore attende che diventi famosa (ih ih ih). Mi chiedo ma cosa deve fare uno scrittore sconosciuto per farsi leggere?e se le cose stanno così, cioè stazionano, vale davvero la pena di pubblicare ancora? si accettano suggerimenti…

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11 Commenti to

“esordienti”

  1. Avatar luglio 10th, 2007 alle 08:13 UomoMascarato ha detto:

    certo che vale la pena!!! che ne sarebbe di quella poca gente che ti vuol leggere? così butti al vento ogni minima possibilità!

    passo solo per un saluto…ciao


  2. Avatar luglio 10th, 2007 alle 10:13 pentlon ha detto:

    Ci sono stati pittori che hanno dipinto tenendo tutto in casa sua (vedi Van Gogh), musicisti che hanno suonato solo per sè stessi, felici, fotografi le cui foto sono rimaste chiuse in un cassetto ma fotografavano a ogni piè sospinto, poeti che hanno lasciato i loro versi su fogli di giornale o su tovagliolini di carta sporchi di sugo…

    Insomma, tutta sta frenesia per gli editori, la pubblicazione, i lettori, gli acquirenti, le copie, le copertine, un cazzo, l’altro…mi deprime. E’ così lontana dalla mia sensibilità. Se uno vuole pubblicarmi, faccia pure, se uno vuole comprarmi, prego. In caso contrario, chi se ne importa?. Quello che mi importa è il mio gesto creativo. Solo quello basta a gratificarmi (e come dice Guccini: affanculo tutto il resto!)


  3. Avatar luglio 10th, 2007 alle 10:37 utente anonimo ha detto:

    una volta bastava passare per il maurizio costanzo show, adesso basta andare a pranzo a casa di lele mora 🙂

    antonio


  4. Avatar luglio 10th, 2007 alle 14:17 cochina63 ha detto:

    capisco cosa dici pentlon, ed è giusto, però è bello essere letti; meno bello suonare da soli o scrivere per i cassetti… soprattutto se l’editore ti dice che i tuoi libri sono buoni. Intendo che le persone che hai portato a paragone non hanno scelto, forse non si son poste neanche il problema, una volta che sei nell’ingranaggio invece è diverso…

    Antonio: non ho amici io.

    Uomo mascherato: ma chi sei? sono curiosissima…


  5. Avatar luglio 10th, 2007 alle 14:27 utente anonimo ha detto:

    Male non avere amici, soprattutto quelli che contano.

    Augusto


  6. Avatar luglio 11th, 2007 alle 07:25 cochina63 ha detto:

    vero…


  7. Avatar luglio 12th, 2007 alle 16:35 lauraetlory ha detto:

    Posso dire una cosa: gli artisti cosiddetti “puri” mi fanno ridere. Intendo quelli che cita Pentlon, che scrivono per i cassetti, suonano per le finestre, cantano per lo sciacquone e dipingono per le pareti di casa propria. Van Gogh avrà pure tenuto i propri dipinti in casa, ma non voleva tenerceli, è che nessuno glieli comprava. Mi ricorda, questa cosa, quella vecchia barzelletta:

    – lo sai, ho combattuto…

    – davvero? e cosa hai fatto?

    – ho fatto cinquanta prigionieri.

    – e li hai portati al campo?

    – no, non me c’hanno lassato annà (non mi ci hanno lasciato andare)

    Ecco, gli artisti “puri” possono essere sinceri, ma spesso non sono usciti allo scoperto perché non li hanno lasciati uscire. Detto questo, Cinzia, io non mi arrendo e non vorrei ti arrendessi tu. Gli amici famosi possono servire, ma anche essere una delusione. Io lavoro in televisione, di gente ne conosco tanta, di favori ne ho fatti a parecchi, anche con nomi grossi. Ma quando sei tu a chiedere, ti voltano le spalle, sempre. Il valore, prima o poi, premia. Credici.

    Laura


  8. Avatar luglio 12th, 2007 alle 18:46 pentlon ha detto:

    Ridi, ridi, Laura (o Lory, non importa)

    Per esempio, Caravaggio vendeva e vendeva bene. Ma non gliene fregava un cacchio. Normalmente dipingeva su committenza di qualche cardinale ma faceva quel che voleva fregandosene del committente che, puntualmente, considerandolo impresentabile, finiva per collocarlo nel salotto di casa sua.

    Perchè il discorso è quello di chi è egemone, fra creatività e mercato. Nel caso di Caravaggio era lui, egemone sul mercato. Creava quel che voleva e guadagnava quanto voleva.

    Conosco e ho conosciuto numerosi artisti, scultori, pittori, performer ecc. Tutti, dico tutti quelli validi, se osavi dire: Ma credi che la gente saprà capire questo? Rispondevano: Se non saranno capaci è perchè non capiscono una mazza. Peggio per loro.

    Presuntuosi, dirai. Ma l’artista è e deve essere presuntuoso per definizione. Credere in quel che fa al punto da non considerare il mondo null’altro che un incidente sul percorso.

    A me, invece, cara Lory( o Laura?) fanno ridere quelli che si pongono il problema se quel che fanno sarà gradito e fino a quale punto…saprà vendere e quanto e a quale prezzo.

    Detto questo, da lettore, noto come in libreria, su 100 libri, 98, se fossero morbidi, sarebbero maggiormente idonei ad altro scopo.

    Anche nei negozi di dischi è la stessa percentuale. E nei cinema non cambia nulla. Se poi andiamo nell’arte contemporanea, ci perdiamo del tutto. C’è bisogno di uno sfoltimento radicale in ogni campo. Oltretutto, mettersi a scrivere un libro, farlo stampare e depositarlo in uno scaffale di un negozio è molto molto molto spesso peccato mortale. Si occupa abusivamente spazio che potrebbe essere usato molto meglio.

    Bye

    (uè uè, oggi sono particolarmente logorroico)


  9. Avatar luglio 13th, 2007 alle 13:26 lauraetlory ha detto:

    >A me, invece, cara Lory( o Laura?) fanno ridere quelli che si pongono il problema se quel che fanno sarà gradito e fino a quale punto…saprà vendere e quanto e a quale prezzo.

    Ridi, ridi Pentlon, io (Laura, è scritto a chiare lettere sotto il commento) non mi sono mai posta il problema se quel che scrivo va bene per il mercato. Comunque rispetto la tua opinione e, ovviamente, rispetto tutti gli artisti che non si lasciano guidare dalle esigenze del committente o del mercato artistico o letterario. Probabilmente perché quando mi hanno proposto di scrivere una porcata del tutto simile a quell’inutile pseudo-erotico libro di tal Melissa, mi sono semplicemente rifiutata, sputando su parecchi soldini. Mi basta come patente?

    LAURA (Lory è l’altra metà della coppia, se vuoi conoscerla, chiamala direttamente in causa)


  10. Avatar luglio 13th, 2007 alle 19:14 RenzoMontagnoli ha detto:

    Hai ragione, Laura, perchè l’autore è un’artista con una sua dignità e venir meno alla stessa equivarrebbe a prostituirsi. Purtroppo, non pochi, soprattutto quelli che vendono, lo fanno.


  11. Avatar luglio 13th, 2007 alle 22:01 cochina63 ha detto:

    Allora qui leggo un problema di ricezione del testo: nessuno, non io di sicuro, ha parlato di scrivere per il mercato! io ho parlato di pubblicare, ciò che ho scritto liberamente, affinché venga letto da qualcuno e dunque svolga il suo compito. Il compito dell’arte è la comunicazione, ciò vale anche per la scrittura. Se nessuno legge ciò che scrivo nessuno comunica con me (il mio scritto, ovvero me). Dunque nel pubblicare non c’è nulla di male, nello scrivere per farsi pubblicare invece per me sì, ma, caro Pentlon, non siamo in tanti a pensarla così, sappilo.Riguardo allo spreco di spazio nelle librerie… è cattivo dirlo a noi, non ti pare? mi sa che mi mica ne sprechiamo tanto… purtroppo.


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