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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

voi

maggio2

stamattina pensavo a tutti voi: voci… no, parole scritte, volti sconosciuti, sconosciuta l’età e il lavoro, la famiglia, le malattie, le fissazioni, i pregi, la morale…. tutto insomma. Pensavo che alla presentazione ho parlato anche di voi come se foste i miei amici, anzi come se foste i miei veri amici… più veri di quelli in carne e ossa che vedo così poco, ormai,anche meno da quando scrivo. Riflettevo sul fatto che molti mi scrivono come se fossimo amici, non so: Renzo, Zena, Remo, Stefania,Sabrina e persino Francesco o Stefano, Pietro… e magari altri pensano che io conosca e ami queste persone, che abbia condiviso parte di vita con loro. E invece non conosco nessuno, non so che viso abbiano, di alcuni, pochi appena la voce in qualche telefonata volante: i capelli rossi di Milvia alla fiera del libro di Roma, la voce bella di Remo, quella che non mi aspettavo, giocosa, di Renzo… Niente in pratica… onde sonore, al massimo.Così mi pare ancora tutto più improbabile: scrivere, vivere, morire… sogni, ecco. Sogni.

"Non mi svegliate, ve ne prego…ma lasciatemi dormire questo sonno. è ancotra presto per il giorno…" c’era una canzone che diceva così, più o meno, non ricordo. forse la PFM? stavo in un giardino di agrumi allora… ogni volta che potevo.Mi piacerebbe risentirla. Adesso.

pubblicato nella/e categoria/e pensieri alieni
7 Commenti to

“voi”

  1. Avatar maggio 2nd, 2007 alle 18:16 cochina63 ha detto:

    ho bevuto troppo, sì…


  2. Avatar maggio 2nd, 2007 alle 18:36 utente anonimo ha detto:

    No. A volte penso anch’io così e mi sembra logico. Ci sono persone con cui ho una corrispondenza quasi giornaliera e di cui non conosco nemmeno il volto.

    E’ importante un volto nel giudizio? No, eventualmente sono importanti gli occhi, per comprendere se uno è sincero o meno.

    Ho alcuni amici di mail che mi sono più vicini di quelli in carne d’ossa. Certo che è naturale la curiosità: come sarà, alto, basso, moro, biondo, ecc. E supplisco con la fantasia, così che mi immagino, per esempio, fra Castoro un fratone da 100 Kg, tutto rosso in faccia, anche se la logica mi dice che probabilmente non è nemmeno un ecclesiastico. Di te ho visto foto, ti ho parlato, ho ascoltato la tua musica, ma ti conosco soprattutto attraverso i tuoi racconti, il tuo romanzo e sono contento di questa amicizia non diretta.

    Renzo


  3. Avatar maggio 2nd, 2007 alle 18:38 utente anonimo ha detto:

    è bello sapere di “conoscerci”. 🙂

    o mamma quanti chilometri sono torino – messina? 1000?

    ma la distanza non si misura in chilometri, vero professoressa?

    baciotti

    elisa


  4. Avatar maggio 3rd, 2007 alle 00:39 Soriana ha detto:

    Da più di un anno frequento forum e blog, prima non sapevo neppure cosa fossero. Ma sono molto contenta di avere iniziato questa…attività. Ho conosciuto persone speciali, in tutti questi mesi. Alcune di loro ho avuto la fortuna di conoscerle concretamente, come te, Cinzia, e Remo, e altre bellissime persone come voi incontrate in un altro forum. E in tutta sincerità nessuno di questi incontri è stato deludente, anzi tutti hanno superato positivamente le mie aspettative. Gli altri amici, quelli con cui scambio solo mail…beh, mi sembra di conoscerli altrettanto bene. E la parola “amico” non è certo sprecata. Certo che è strano, tutto questo…Ma d’altra parte mi viene in mente che forse poi non è una novità. Una volta c’erano gli amici di penna, e ora quelli di tastiera…

    La canzone di cui parli è del Banco. Non è che sono brava, è che l’ho trovato in Internet. E l’intero testo è questo:

    Non mi svegliate ve ne prego

    ma lasciate che io dorma questo sonno,

    sia tranquillo da bambino

    sia che puzzi del russare da ubriaco.

    Perché volete disturbarmi

    se io forse sto sognando un viaggio alato

    sopra un carro senza ruote

    trascinato dai cavalli del maestrale,

    nel maestrale… in volo.

    Non mi svegliate ve ne prego

    ma lasciate che io dorma questo sonno,

    c’è ancora tempo per il giorno

    quando gli occhi si imbevono di pianto,

    i miei occhi… di pianto.


  5. Avatar maggio 3rd, 2007 alle 06:09 biancabalena ha detto:

    Il termine amico è spesso abusato, è vero. Magari in rete, più che altrove.

    Però, anche il tempo che passiamo qui, o scrivendo o rispondendo a mail fa parte della nostra vita, no?

    E condividerlo é, in definitiva, condividere un pezzo di strada, no?

    Buonissima giornata, amica Cinzia.


  6. Avatar maggio 3rd, 2007 alle 06:14 cochina63 ha detto:

    non ho mai avuto tante amiche e questo è bello, bellissimo!vorrei abitaste tutte qui…

    Milvia, grazie, ricordavo che mi piaceva tanto questa canzone e infatti mi rappresenta molto, il Banco… giusto!mutuo soccorso: il blog in fondo potrebbe essere anche questo, no?


  7. Avatar maggio 5th, 2007 alle 07:19 PietroFratta ha detto:

    Dei Banco. sì.

    Mio padre l’ascoltava sempre, quando ero piccolo (alternandola a Made in Japan dei Deep Purple… mah) e io la sapevo a memoria. Inconfondibile.


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