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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

maggio14

12 racconti erotici scritti da donne

Quali sono le fantasie erotiche delle donne? Come vivono la loro sessualità, la loro voglia di trasgredire, di lasciare libero sfogo alle pulsioni della loro mente e del loro corpo? In questa antologia, dodici donne raccontano le loro fantasie erotiche senza veli e senza falsi pudori, dando sfogo a tutta la passione e la carnalità che le contraddistingue, attraverso dodici storie fatte di sesso, eros e sentimenti. Una miscela impossibile da suddividere nelle sue singole componenti, quando si parla di erotismo al femminile.

p.s. pare che a Torino se ne siano vendute già 95 copie…

 chi volesse leggerlo lo trova subito qui: www.delosstore.it

pubblicato nella/e categoria/e I miei libri
35 Commenti to

“”

  1. Avatar maggio 14th, 2007 alle 18:38 montipallidi ha detto:

    non sono una donna, ma andrò a curiosare ugualmente. Complimenti per quello che scrivi. Ripassserò….


  2. Avatar maggio 14th, 2007 alle 19:27 RenzoMontagnoli ha detto:

    La copertina, stile Playboy, attizza…


  3. Avatar maggio 14th, 2007 alle 19:33 RenzoMontagnoli ha detto:

    Il prossimo sarà “Masculi”…


  4. Avatar maggio 14th, 2007 alle 20:03 cochina63 ha detto:

    Non è un libro per le donne, è solo un libro che parla di erotismo scritto da donne.

    Renzo: ne scelgo una uguale per La jatta?


  5. Avatar maggio 15th, 2007 alle 06:12 cochina63 ha detto:

    Milvia parla de la signora Rosa qui:http://rossiorizzonti.splinder.com/post/12185475#comment


  6. Avatar maggio 15th, 2007 alle 06:47 RenzoMontagnoli ha detto:

    Eh no! Ci mancherebbe altro.

    Non svilire un romanzo che non è di sesso.


  7. Avatar maggio 15th, 2007 alle 08:09 Comparsa ha detto:

    Sto ancora aspettando una Letteratura Erotica al Sarchiaponismo.


  8. Avatar maggio 15th, 2007 alle 08:12 alenius ha detto:

    Libro interessante…. mi piacerebbe molto poterlo leggere…….. credo ci sia molto da “imparare” !!!!!

    Ciao


  9. Avatar maggio 15th, 2007 alle 08:22 cochina63 ha detto:

    Sarchiaponismo?

    se volete leggere illibro basta ordinarlo.

    Renzo: neanche La signora Rosa è sesso!


  10. Avatar maggio 15th, 2007 alle 09:03 utente anonimo ha detto:

    Per la copertina de “La Jatta” voto per quella che ti avevo proposto, mi pare deliziosamente ammiccante e velatamente ambigua (dal punto di vista artistico). Il tratto del disegno è semplice, nervoso, colorato, un po’ astratto, che ti guarda, come alla fine lo è il romanzo.

    Se scegli un’immagine “definita” come per “Femmine” togli parte del velo di mistero che invece ha il tuo romanzo.. come dire che quando uno legge si immagina personaggi, luoghi, toni di voce attingendo dalla propria fantasia, poi quando ne fanno un film che riproduce visivamente personaggi, luoghi, voci, scelti dal regista (con la sua fantasia) non sempre ti piace, sembra che ti abbiano tolto qualche cosa, o ti viene il dubbio che la tua fantasia non sia corretta.

    Al limite voterei per una copertina tutta bianca, senza neanche il titolo, l’autore, la casa editrice.. solo bianca. Non deve essere neanche difficile fare un’azione di marketing fosse fatta così… immagina lo “sballo” per il pubblico..

    Andrea


  11. Avatar maggio 15th, 2007 alle 09:33 RenzoMontagnoli ha detto:

    Concordo con Andrea.


  12. Avatar maggio 15th, 2007 alle 09:34 RenzoMontagnoli ha detto:

    Sì, cara Cinzia, ma quella copertina proprio non mi va giù.

    Dozzinale, inutilmente volta a stimolare.


  13. Avatar maggio 15th, 2007 alle 10:43 cochina63 ha detto:

    Andrea e Renzo: io scherzavo! Credo di aver già detto diverse volte che non mi piacciono le foto in copertina! e altrimenti perché amerei le copertine Sellerio? Bianca? è un’idea! Magari pure nera!


  14. Avatar maggio 15th, 2007 alle 13:26 RenzoMontagnoli ha detto:

    Facciamo bianca e nera e così accontentiamo tutti.


  15. Avatar maggio 15th, 2007 alle 16:34 utente anonimo ha detto:

    Sarò forse impopolare ma a me ‘sta tematica annoia, oramai il sesso e i segreti legati alla sessualità hanno invaso le librerie, che noia.

    Melissa P e simili… tutto si ripete all’infinito, si scrive di sesso tentando di guadagnare secondo me in uno dei modi più beceri. E poi qualcuno si lamenta che gli uomini parlano solo di… quella. E vi lamentate pure?! Con quello che gli fate leggere.

    Vabeh, questa era una provocazione! Perdono… 🙂

    Morgan


  16. Avatar maggio 15th, 2007 alle 16:46 cochina63 ha detto:

    Caro Morgan, sono perfettamente d’accordocon te e l’ho scritto più volte. Il mio racconto (non so gli altri eh, non li ho letti) non ha nulla a che vedere con le varie Melissa etc. Probabilmente anzi deluderà chi è in cerca di porno. per scriverlo (come dissi)ho cercato prima di leggere qualcosa in giro (tipo the surrender, farfalla, racconti sul web) e tutto ciò ha rafforzato la mia convinzione che mai avrei scritto di quella roba e che quella roba non è manco erotica… in genere noiosa e disgustosa spesso. Insomma il mio è un racconto diverso e mi sono stupita per prima che, non ostante ciò, sia stato selezionato nell’antologia. Ora capisco i tuoi dubbi e apprezzo oltremodo la tua provocazione che mi ha dato modo di spiegare meglio(mi chiedevo infatti: possibile che con tutta la guerra che faccio ai libri di sesso, nessuno mi rinfacci la presenza in questa antologia?!). I tuoi dubbi sono leciti, non hai mai letto nulla di mio evidentemente… se un giorno capiterà…


  17. Avatar maggio 15th, 2007 alle 19:48 biancabalena ha detto:

    Cinzia, sono sicura che il tuo racconto è intrigante, garbato e ironico.

    La copertina però non si può guardare…

    Attenderò la sua nuova “sede” per leggerlo. 😉

    (e mi sa che sarà anche in migliore compagnia…)


  18. Avatar maggio 15th, 2007 alle 20:01 RenzoMontagnoli ha detto:

    Vedi, Cinzia, che ho ragione sulla copertina…


  19. Avatar maggio 15th, 2007 alle 21:06 Soriana ha detto:

    In effetti…Sai, Cinzia, quando te l’ho descritta, la copertina, non ne ho dato alcun giudizio (pensavo si leggesse tra le righe…). Ma non la trovo proprio per niente bella. Probabilmente, per l’editore, è una copertina…furba. In effetti le vendite lo confermano. Il tuo racconto non ha niente a che vedere con quella copertina…


  20. Avatar maggio 15th, 2007 alle 22:00 cochina63 ha detto:

    ho dissentito sulla copertina, io volevo un disegno, un quadro di donna al limite ma non credo che il mio parere sia stato condiviso… e cmq a me non piace la copertina… credevo si leggesse tra le righe…


  21. Avatar maggio 15th, 2007 alle 22:29 Soriana ha detto:

    Si leggeva proprio bene, mica solo fra le righe, che non ti piaceva. Ma al di là di questo la copertina contiene il tuo racconto. E quindi si può sopportare. D’altra parte bisognerebbe sempre guardare al contenuto, no?


  22. Avatar maggio 16th, 2007 alle 05:51 cochina63 ha detto:

    non ho ancora il libro Milvia… Intanto attenderò un tuo commento generale e son contenta di sapere che con La signora Rosa ho raggiunto il fine prefissato, ovvero quello di non essere volgare ma stuzzicante così come deve essere l’erotismo (secondo me)


  23. Avatar maggio 16th, 2007 alle 06:51 RenzoMontagnoli ha detto:

    Come copertina, mi piace tanto quella di Fernandel in “Quote rosa”.


  24. Avatar maggio 16th, 2007 alle 06:57 cochina63 ha detto:

    sì, carina.


  25. Avatar maggio 16th, 2007 alle 10:30 smn ha detto:

    Non mi sarei permesso di dire una cosa del genere se non fosse questo l’argomento. Secondo me, nei libri degli emergenti bisogna cercare i pregi, e non i difetti. Detto questo la foto è ben fatta, ma anche a me non piace la copertina… nel senso che sono molto curioso di leggerlo perché conosco quasi tutte le autrici, ma un libro così non lo comprerei mai di mia iniziativa. È anche vero che il mercato dell’editoria mi ha fatto capire a più riprese che io sono un caso a parte, per cui potrebbe rivelarsi la scelta migliore… e in ogni caso complimenti!

    Simone


  26. Avatar maggio 16th, 2007 alle 10:55 cochina63 ha detto:

    pare sia stata una scelta dei librai tra varie proposte e che in base anche alla copertina siano stati ordinati i libri (dai suddetti librai). Il mondo va così e chi non si adegua è gentilmente pregato di scendere alla prossima…

    (detto con molta tristezza, ovvio)


  27. Avatar maggio 16th, 2007 alle 13:36 RenzoMontagnoli ha detto:

    Se è vero, manderei i librai a…

    Ho l’impressione che questa sia una giustificazione di comodo.


  28. Avatar maggio 16th, 2007 alle 16:05 utente anonimo ha detto:

    SCENA I: interno di un pub dove si incontrano ragazze dell’est.

    L’editore sghignazza con il suo amico libraio commentando una che, un po’ ubriaca, o forse no, mostra le gambe a tutto il locale.

    – Certo che se la mettessi in copertina..; sai quanto vendi!-

    – Ma si! il fine giustifica…-

    – E poi “la gente” basta che ci sia una patata… –

    – Magari una giovane che si succhia il dito..-

    – Hi! Hi!…-

    – Del resto se non facciamo così.. i costi.. la concorrenza.. e poi guarda i settimanali, i rotocalchi..-

    – Tutti i librai te lo comprerebbero e lo metterebbero in vetrina… –

    – E poi l’interno è comunque cultura…-

    – Certo! Ahò! e basta con ste’ copertine “intellettuali” tristi.. un po’ di stimoli… la società è cambiata…-

    – Ormai tutti vogliono carne…-

    -Hi! Hi! …-

    …………….

    Tratto dalla commedia: “Una ricerca di mercato per chi ci crede”

    Andrea


  29. Avatar maggio 16th, 2007 alle 17:33 cochina63 ha detto:

    intanto faccio notare che le visite al blog son cresciute e magari i commenti! insomma al solito…


  30. Avatar maggio 16th, 2007 alle 19:43 RenzoMontagnoli ha detto:

    Si dice ” macari…”


  31. Avatar maggio 17th, 2007 alle 09:03 cochina63 ha detto:

    a cuccia tu!


  32. Avatar maggio 17th, 2007 alle 09:21 RenzoMontagnoli ha detto:

    Oggi tengo nirbuso…


  33. Avatar maggio 17th, 2007 alle 09:59 cochina63 ha detto:

    non ti dico io….


  34. Avatar maggio 17th, 2007 alle 10:30 RenzoMontagnoli ha detto:

    Ho dormito solo 4 ore questa notte, il tempo è cambiato, si è annuvolato e rinfrescato.


  35. Avatar maggio 30th, 2007 alle 07:41 cochina63 ha detto:

    Premetto subito un paio di cosette: i racconti sono tutti belli, in modo distinto fra loro, ma sono belli; e poi credo che sia uno dei libri da me letti ultimamente che ho trovato “nuovi” nel contenuto; e l’ultima cosa è che, essendo maschietto, non posso non trovare nuovo e interessante l’apertura di questo vaso di Pandora, mentre nel caso di lettrici “femmine” suppongo sia da aspettarsi che ne trovino ovvio e normale il contenuto.

    Comincio seguendo l’ordine dell’indice. Fisicamente il libro è anche ben fatto, ci ha spegato Lina una sera a una presentazione la differenza fra le rilegature cucite e telate, come questa, e le altre, solo incollate. O le foto stampate in un certo modo, più complesso ma duraturo che altri più semplici. Le prime opzioni riguardano questo libro. Questa era solo una divagazione tipografica. Quella che segue è solo un’opinione personale, ognuno ha i suoi gusti, stiamo qui per scambiarli, come i protagonisti de “L’amico ritrovato”.

    Via alle danze.

    Laura Amisano: Onirico, torbido, fantasioso. Una nevrosi sessuale che emerge poco alla volta, a ondate successive sempre più alte. E tanta, tanta solitudine. Brava.

    Sonia Cosco: mi è piaciuto molto, poetico e intrigante, tutto il racconto è fluttuante come un’alga sul fondo marino; un po’ amaro nel registrare l’incomunicabilità fra uomo e donna. Questo è un tema ricorrente in quasi tutti i racconti. E la definizione dell’essenza maschile e femminile, la stessa riportata in quarta, è magistrale, sarebbe da incorniciare. Proprio brava.

    Mariagiovanna Giudici: dolce e cattivo. Complesso e onirico. Mi è piaciuto il modo di raccontare i turbamenti e le elucubrazioni (si dice così?) mentali femminili. C’è da studiare per un po’, ma non solo con il suo… Brava.

    Cristina Origone: Dio mio, Dio mio, Dio mio. Il gioco fatto persona, pardon, parole.

    Elena Panciera: molto bello, molto particolare la scrittura. Mi ha ricordato alcune atmosfere della Duras di Occhi blu capelli neri, ho riprovato le stesse sensazioni intense, oniriche, profonde, torbide e quasi malvagie. Eros-Tanatos sono costantemente presenti. Brava.

    Marina Innorta: il titolo “moderno” svia un poco, ma è un meraviglioso tuffo in un piccolo mondo antico, a cavallo del XX secolo. Sacro e profano mescolati nei turbamenti della ragazza, in certe angolazioni ho rivissuto delle atmosfere de “La ragazza con l’orecchino di perla”, libro bello e difficile. Qui è incredibile la capacità di Marina di raccontare la storia con quasi soltanto dialoghi indiretti, esce fuori da sola che non te ne accorgi. E anche l’ironia scorre a fiumi, travestita da sussiego di un’altra epoca. Bello. E brava.

    Alesandra Gallo: molto carino, molto vero e pieno di speranza, quasi gioia, alla fine. È stato ogni tanto un Déjà Vu della mia vita passata, mi ha fatto rivivere momenti che avevo rimosso, non so dire bene perché, forse leggendo qualcuno più attento saprebbe dirlo. E poi la parte che mi è piaciuta è stata questa della donna, che fino alla fine non demorde dai suoi obiettivi. Come tutte le donne, sarebbe da dire. Però questa giovane mamma mi è stata proprio simpatica, fino all’ultima parola. Brava.

    Cinzia Pierangelini: atmosfera verghiana, le parole sembrano musica, parla di sesso senza mai parlarne, aggirando l’ostacolo con arte infinita. Molto carino, quasi una favola, ma forse è una parabola. Bello. E brava.

    Laura Castellani: mi ha intrigato e colpito tantissimo, dal mio punto di vista maschile. Sia la fluidità delle parole, sia l’intreccio della storia e dei vari personaggi che la vivono. Non sono riuscito a staccare gli occhi finché non ho letto l’ultima parola. Con un pizzico di disappunto, ne avrei letto ancora. Brava e brava.

    Lina Anielli: un po’ torbido. Mi è piaciuto moltissimo il fatto di vedere materializzarsi spazio e tempo del racconto attraverso i piccoli particolari che lentamente ricostruiscono tutto lo scenario. E mi è piaciuta la delicatezza estrema, un po’ stile Alice Munro per capirsi, con cui ha narrato una storia dai contorni un po’ foschi, ma credibile e possibile. Molto bello. Molto brava.

    Edda Blasia: tenebroso, inquietante, incalzante, mi ha trascinato dentro le parole fino a leggere l’ultima, quasi con sollievo. E con dispiacere. Scritto benissimo. Brava.

    Gabriella Saracco: molto, molto carino. Intenso, ti risucchia dentro a ondate. Rende benissimo la pc dipendenza, in questo caso molto intrigante. Ma più di tutto mi hanno attratto le parole, le sensazioni, le emozioni, i turbamenti, le paure, le follie, e i sogni. Sono tutti là, a travolgerti come le onde dei cavalloni, ogni tanto perdi le certezze e i riferimenti, sommerso dal racconto. E questo anche finisce con un occhiolino alla vita. Mi ha fatto sorridere di cuore… Brava.

    Una cosa in generale.

    Mi è piaciuto tutto il libro, dal primo all’ultimo racconto, che non ho letto in ordine d’apparizione, fra l’altro. Mi sembra il bello delle antologie: inizio dove mi pare, ma soprattutto dove mi attraggono titoli parole e incipit. Il primo è stato “Il ladro”, poi con lo stesso sistema, tutti gli altri..

    E quello che mi ha colpito di più è stato questo vedere la vita sentimentale nei suoi lati più intimi attraverso un occhio di donna e di capire, soprattutto capire, il tipo d’emozioni che possono passare nell’animo femminile di fronte all’amato bene. “Femmine” è il titolo più appropriato proprio per questo. Dodici “femmine”, dodici modi d’intendere l’emozione sessual-erotica, e questo mi ha fatto intuire che i modi non sono solo dodici, ma infiniti.

    A noi uomini viene spontanea, ci viene insegnata, si tramanda, esplode fuori dagli ormoni un’unica realtà.

    Fare gol.

    Tutta la nostra vita trascorre così, a cercare a tutti i costi la porta “avversaria”, per esultare a braccia alzate correndo per il campo dopo aver segnato. Forse è anche per questa trasposizione che il calcio scalda gli animi in questo modo irrefrenabile.

    Il gol e il pubblico che ammira.

    Invece qui stiamo nel regno dell’introspezione, nella giungla delle emozioni nascoste: e i 12 racconti mi sono sembrati altrettante liane per sorvolare le varie zone della giungla femminile, le parti più nascoste poi sono sempre le più belle, cascate, radure, piccoli paradisi.

    Ecco loro hanno fatto questo, anche se è chiaro che la fantasia ha occupato il 99 per cento delle storie, “si sono” raccontate così, semplicemente, ognuna nel modo che le è più congeniale. E inoltre con una qualità di scrittura che va da molto notevole a notevolissima. Sono rimasto proprio impressionato, e sono anche stupito di conoscere qualcuna di loro anche personalmente, perché saranno emergenti, saranno autrici, ma qui sono veramente una cosa sola.

    Scrittrici.

    E allora più che stupito devo dire che mi sento onorato di aver condiviso con alcune tempi e spazi comuni, compresi acqua e vino e pane a tavola, e sogni alle presentazioni.

    A proposito, sarà un libro difficile da presentare, perché è fin troppo facile scadere nel banale e poi in “pubblico” è impossibile entrare nell’intimità delle singole storie, sarebbe quasi un sacrilegio. Bisognerà, a mio parere, trovare una formula che consenta di parlare del libro, bene, possibilmente benissimo, senza entrare nel merito, ma esaltandone la qualità, alta se non abbiamo il coraggio di dire altissima, e soprattutto la leggibilità.

    Tutte queste storie mi hanno lasciato qualcosa dentro e me lo porto dietro, e in un certo senso, mi arricchiscono. È lì che lo scopo di un libro allora è raggiunto. Comunicare e trasferire e seminare. Vita.

    Qualcosa di molto creativo.

    Volevo essere breve, non ci sono riuscito. Tipico dei grafomani imbrattacarte, chiedo scusa a tutti.

    Ciao.

    Alberto


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