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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

eraclito-commenti

maggio2

 

Hai già avuto tante recensioni positive e plausi e mi fa piacere accodare il mio a quello degli altri.

 

In sintesi: bene, brava, bis!

😀

 

Se non ti dispiace, visto che da quando mi sono messo in testa di scrivere non riesco più a leggere qualcosa senza “vivisezionarlo” e farne una personalissima scheda di lettura, vorrei renderti partecipe di parte delle tante cose che mi sono piaciute e, se mi permetti, di un paio di cose che mi sono piaciute un po’ meno. Il tutto dall’alto della mia incompetenza, ma da lettore affezionato e sicuro acquirente delle tue prossime opere

;-D

 

Cosa mi è piaciuto di questo romanzo:

1)    La caratterizzazione dei personaggi, anche di quelli secondari, non ce n’è uno che non abbia una caratteristica che lo renda interessante. Hai reso in maniera semplicemente splendida don Tano, padre Alfio, Rosa(!); repellenti/da compatire invece ho trovato Matteo e Delia; e fra i minori anche splendidi: la baronessa Caristi, l’infermiera, il direttore della clinica, Brigandì

2)    I dialoghi: perfetti è dire poco?

3)    L’intreccio, che mi ha rapito. Arrivato al capitolo “Presto” non vedevo l’ora di leggere come andava a finire!

4)    Lo stile: tuo inconfondibile

5)    Il finale: E S I L A R A N T E

 

Mi sono divertito un sacco con questo romanzo!!!

 

Cosa mi ha lasciato un po’ perplesso di questo romanzo:

1)    lasciamo perdere il titolo che per tutta la durata del romanzo è stato un rompicapo; però, come detto, il finale chiarificatore fa perdonare questo e altro

2)    il protagonista: a leggere la quarta di copertina e alcune interviste che hai rilasciato sembrerebbe che il protagonista sia Micciché; invece, a mio parere, il vero protagonista del romanzo è don Tano e Micciché il suo antagonista. E il coprotagonista è il muro (bella idea!)

3)    Il capitolo “Fuga” introduce un flashback necessario per comprendere la storia e il comportamento successivo di Delia, però la carenza di dialoghi e la tecnica del flashback stesso mi hanno dato la spiacevole sensazione di “narrazione interrotta” [insomma, come un coitus interruptus 😀 ]. Però dove non c’erano dialoghi (e questo vale per tutto il romanzo) ho trovato pagine molto poetiche.

 

Infine una nota sui termini dialettali siciliani.

Immediatamente prima di “Eraclito e il muro”, e in maniera del tutto casuale, ho letto il mio primo romanzo di Camilleri (“Un filo di fumo”).

Praticamente non ricordo di aver letto altro di autori siciliani con termini siciliani dai tempi del Liceo (es: Verga).

Ora, leggo “Un filo di fumo” ed è come se stessi leggendo un libro in aramaico. Difficilissimo leggerlo e capirlo, meno male che in fondo al libro c’è un preziosissimo dizionario di termini e locuzioni siciliani, e leggo anche la storia del dizionario, voluto dal primo editore e di cui, stando a Camilleri, oggi il lettore non avrebbe più bisogno (???!!!)

Fatto sta che l’esercizio fatto con Camilleri mi è stato utilissimo per leggere senza intoppi il tuo romanzo, afferrando ormai al volo i termini (soprattutto i verbi) siciliani che hai sapientemente disseminato nel testo ;-D

 

Brava Cinzia.

Alla prossima lettura.

 

Cari saluti.

 

Francesco Urbano

pubblicato nella/e categoria/e Eraclito e il muro
1 Commento to

“eraclito-commenti”

  1. Avatar maggio 2nd, 2007 alle 06:23 cochina63 ha detto:

    come ho risposto a Francesco mi piace vedere a quante letture diverse si presti un libro.


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