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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

donne scrittrici… care compagne

aprile1

di sventura! Ma come può una mamma, casalinga, lavoratrice con stipendio normale (dunque niente babysitter-colf-servitori) fare l’artista? fare la scrittrice?Come può?

ci pensavo ieri ché correggevo un racconto per la nuova raccolta (sì sì wow) tra un pavimento e l’altro: lavavo e mentre asciugava correggevo e così via… tra padelle-spolvero-gabinetti-cani da portare a spasso-compiti dei figli-madri desiderose di affetto-balconi sciroccati-panni da stendere-ritirare… Care compagne… raccontatemi le vostre esperienze dolorose, i sensi di colpa, la stanchezza, l’avvilimento… ditemi di quando andate a letto pensando a Bassini che scrive di notte e voi invece fate un buco nel materasso, uno svenimento con russo incorporato. Ci pensavo ieri che, con i pacchi della spesa, son passata davanti a un parrucchiere e ho deciso di tagliare i capelli. Come li preferisce, signora? eh? ho risposto, guardando quella sconosciuta spettinata e invecchiata che si rifletteva nello specchio (io, ovvio, gasp). ma faccia quello che vuole… non lo so. E la parrucchiera… pure lei come fa a fare l’artista? ha dato un taglio alla buona (gasp gasp) pensando  di certo ad altre incombenze. Ditemi signore scrittrici, ma voi come fate? 

pubblicato nella/e categoria/e pensieri alieni
33 Commenti to

“donne scrittrici… care compagne”

  1. Avatar aprile 1st, 2007 alle 09:21 utente anonimo ha detto:

    Io faccio lavorare quel minchione di mio marito.


  2. Avatar aprile 1st, 2007 alle 09:48 andreamajs ha detto:

    Possiamo usare il tuo monologo con annessa risposta dell’utente anonima, come prefazione (o meglio come epilogo) al libro di racconti?

    Pensavo anche che come titolo alla raccolta “Io faccio lavorare quel Minchione di mio marito” ci stà bene… Sempre con quella lavorazione a specchio sulla copertina che ti accennavo.

    Andrea


  3. Avatar aprile 1st, 2007 alle 10:15 cochina63 ha detto:

    mi pare una buona idea… per un’altra raccolta che penso scriverò a breve!


  4. Avatar aprile 1st, 2007 alle 11:01 utente anonimo ha detto:

    Forse hai ragione … in altra raccolta che magari tira a galla le cose che scocciano i maschietti se sono messe in piazza, ma anche una introspezione sui tempi d’oggi per le donne (leggi il blog di Sabrina del 31/3 – Grey’s Anatomy – sulla voce-doppiatrice che legge la lista della spesa e che trovo molto carino).Però l’epilogo ci starebbe bene con carta nera e testi bianchi.. che ne dici?

    Andrea


  5. Avatar aprile 1st, 2007 alle 12:06 cochina63 ha detto:

    perché?


  6. Avatar aprile 1st, 2007 alle 13:37 utente anonimo ha detto:

    così…., tanto per essere diversi, tanto per calare un sipario cartaceo (buio in sala) a fine libro, tanto per simboleggiare una cosa senza spiegarla, tanto per fare della quantistica, … ma se il nero non ti piace….


  7. Avatar aprile 1st, 2007 alle 13:59 cochina63 ha detto:

    a me? da morire… e po sfina! Insomma ok!


  8. Avatar aprile 1st, 2007 alle 14:04 coneja ha detto:

    Bellissimo questo pezzo e anche il nuovo template del blog!

    Un abbraccio! 🙂


  9. Avatar aprile 1st, 2007 alle 14:05 biancabalena ha detto:

    Siamo ancora sulla quantistica vedo…

    Cinzia il tuo post mi ha ricordato che dovrei stirare, invece che stare qui.

    (facciamo così, stiro e penso a cosa scriverti)

    baci

    sabrina


  10. Avatar aprile 1st, 2007 alle 16:07 cochina63 ha detto:

    quantistica come teoria dei quanti?


  11. Avatar aprile 1st, 2007 alle 16:35 biancabalena ha detto:

    mmm… non saprei questione di vasi bianchi e fondi neri…

    Chiedi all’esperto qui. 😉


  12. Avatar aprile 1st, 2007 alle 17:03 utente anonimo ha detto:

    Quantistica, sì, … teoria dei quanti. Ma senza scomodare l’interazione debole e forte (o atomica e subatomica), magnetica e gravitazionale, stringhe e superstringhe, Born o Einstain… Semplicemente creare un po’ di “dimensioni parallele”, un po’ di arte, quella che ti stuzzica la fantasia, che fa vedere oltre le cose, quella che ti fa pensare che le cose possono essere anche diverse da come le vediamo quotidianamente (che diamo per scontate). Dunque qualche pagina nera ci può stare come ci può stare chi lascia tutto per aprire un bar nella spiaggia di Goa. Una specie di istigazione a cambiare.

    Andrea


  13. Avatar aprile 1st, 2007 alle 17:12 utente anonimo ha detto:

    Io, invece, ho rinunciato ai sogni di gloria e scrivo ormai solo sul blog. Così va il mondo e poi magari non ero granchè, come scrittrice. (detto tra noi e senza falsa modestia- che non ci starebbe bene- credo proprio sia la risposta giusta). Saluti


  14. Avatar aprile 1st, 2007 alle 17:44 biancabalena ha detto:

    Per tornare all’argomento del post, cara Cinzia, devo dire per correttezza che io al momento in teoria non lavoro, o meglio, che al momento nessuno mi paga per quello che faccio.

    Il lato positivo dell’essere casalinga è che almeno in teoria dovrei avere il tempo per scrivere, almeno quando i miei due mucchietti d’ossa sono all’asilo.

    In pratica però questo “privilegio” porta con sé un carico considerevole di senso di colpa. Se mi viene l’idea per un nuovo racconto, o lo spunto per un nuovo sviluppo di un romanzo, mentre la casa mi grida “lavami!” si pone il dilemma. Assecondo l’impulso creativo prima e dopo mi arrabatto per dare un’idea di presentabilità alla mia casa, oppure faccio prima i compiti e poi, se mi avanza tempo (e non ne avanza mai) mi dedico alla scrittura?

    Tra sensi di colpa, slanci e recriminazioni generali da tutti quanti mi arrabatto come te, scrivo due frasi, stendo una lavatrice, scrivo per mezz’ora, il cane mi uggiola accanto, esco con il cane, correggo le due frasi che ho scritto, passo l’aspirapolvere mentre contiunuo a scrivere dentro la testa…

    Una vita affannata, colpevole come se avessi un amante (e meno male almeno quello non ce l’ho!), scrittrice compulsiva, casalinga disperata, madre indegna, moglie inadempiente…ogni giorno faccio promesse di essere migliore, ogni sera mi processo e mi condanno a una settimana di lavori forzati (ogni tanto la sconto pure, settimana prossima dipingerò la sala!).

    Non ho soluzioni, temo. Ti offro colpevole solidarietà. 🙂


  15. Avatar aprile 1st, 2007 alle 19:04 utente anonimo ha detto:

    E che dovrei dire io?

    Aiuto mia moglie nelle pulizie di casa, sto dietro al giardino, porto a spasso la cagnetta, lavoro anche un po’, per non parlare del sito che mi occupa abbastanza. Poi, devo leggere e anche scrivere: delle volte penso che le fatiche di Ercole siano niente…

    Renzo


  16. Avatar aprile 1st, 2007 alle 21:02 iperuranio3 ha detto:

    Come si fa a parlare del marito in questi termini?!

    Ma perchè non lo lascia, invece di umiliarlo così?

    Forse perchè senza il suo stipendio sarebbe dura…

    Io non sono una scrittrice e nemmeno voi che continuate a lavorare e badare anche a tutte le altre robe di casa…

    Bando alle battute, chi si immagina che una scrittrice possa fare una vita così faticosa?

    complimenti Ci, sei una forza…

    Fra


  17. Avatar aprile 1st, 2007 alle 22:24 BibliotecadeBabel ha detto:

    Cinzia,

    credi che le donne che lavorano fuori casa (senza la gloria della scrittura) siano messe meglio? Già, “le altre” non fanno testo (mi spiace, ma tra quelle che sbattono tutto il giorno con questi ed altri problemi non conosco scrittrici. A dire il vero, neppure una che faccia esattamente il lavoro che sognava e per cui ha buttato il sangue).

    Prendila come un’ironia amarognola sul tema. Poiché di scrittura non si vive, come sai (tu lavori nella scuola, e coltivi la musica, no?). Proviamo a non morirci. 🙂


  18. Avatar aprile 2nd, 2007 alle 06:57 cochina63 ha detto:

    No, no Stef, lo so… e infatti ho inserito anche la parrucchiera se rileggi… arte in fondo è fare le cose per cui si ha talento al meglio e con ispirazione. La realtà è che molte donne ancora, come me sig, non riescono a prendere vacanza dagli impegni classici per dedicarsi ai loro progetti… Il senso di colpa impera e spesso i figli ci mettono il carico. la mia per es. dice spesso: Tanto a te non importa nulla di me, t’importa solo di scrivere… Capito? e io giù a fustigarmi! Gli uomini sono più liberi invece e magari dicono: ehi, ma io aiuto mia moglie! “Aiuto” chiaro?un regalo insomma mica un dovere… Ah santa parità di cui siamo indegne!


  19. Avatar aprile 2nd, 2007 alle 16:11 biancabalena ha detto:

    A proposito di parrucchiere: da quando porto la frangia le cassiere dei negozi hanno ricominciato a darmi del “tu”. Viva la frangia!

    (che mi sono tagliata da sola, in un raptus…)

    ciao ci,

    sabrina


  20. Avatar aprile 2nd, 2007 alle 16:30 utente anonimo ha detto:

    Non scrivo, non ho una famiglia da accudire, vivo con la mamma.

    Però partecipo alle spese e alle faccende di casa…

    … e tengo in ordine la cameretta

    Sono un mostro!!!!

    Elisa


  21. Avatar aprile 2nd, 2007 alle 16:55 utente anonimo ha detto:

    no, sei simpatica!

    cochina

    p.s. sab: pure io ho la frangia… da sempre


  22. Avatar aprile 2nd, 2007 alle 22:47 pentlon ha detto:

    Non scrivo, non leggo, non lavoro e dormo e mangio tutto il giorno. Pensa a tutto mia moglie. In cambio chiede solo un rapporto sessuale ogni trimestre.

    La mia vicina di casa dice che il suo cagnolino, per lei è come un essere umano. Aggiungo che è l’unico essere umano che continua imperterrito a cacare sul prato del giardino di fronte casa mia.


  23. Avatar aprile 3rd, 2007 alle 00:17 sambigliong ha detto:

    @pentlon, ti ho scritto una mail, su quella foto (piazza Cavour, Vercelli): hai cambiato indirizzo di posta elettronica?

    r.

    (scusami cinzia)


  24. Avatar aprile 3rd, 2007 alle 05:39 cochina63 ha detto:

    Pentlon: suppongo che questo rapporto trimestrale sia divino… insomma che valga la pena ecco.Bisognerebbe parlarne con tua moglie però!

    Remo, ma prego… come fosse a casa sua.


  25. Avatar aprile 3rd, 2007 alle 05:42 cochina63 ha detto:

    a proposito di esseri umani e comportamenti strani, ricordo la mamma di un mio amico che si lamentava sempre perché lui e il padre facevano la pipì nei lavandini di casa… ed ecco che il cagnolino di Pentlon riacquista subito immensa dignità!


  26. Avatar aprile 3rd, 2007 alle 07:00 pispa ha detto:

    ciao, pochi giorni fa pensavo di scrivere una cosa simile a questa tua.

    non perché mi riguardi la scrittura, il discorso è ampio secondo me: le donne, madri soprattutto faticano ad avere tempo per la fantasia, e per l’arte magari.

    io credo da sempre..

    mi parlavano di una nonna pittrice nata nel primo novecento, che riuscì a produrre qualcosa di concreto e articolato solo quando le tre figlie divennero adulte, quindi dopo i quarantanni per l’epoca.

    certo, si possono mettere pennelli e tavola, o penna e carta, in vista sperando di usarli in giornata.

    ma a me quello che più manca è il tempo.. per pensare; per metterci la testa, per affrontare il come e il cosa sia la creatività.

    ci vuole tempo non solo fisico, spazio mentale.

    poi pian piano credo che arriverebbe in superficie tutto il resto, la voglia, il bisogno di esprimersi ognuna con la tecnica preferita.

    non a caso sono pochine le donne nell’arte, qualsiasi tipo, e molte di loro sono già puttosto brave e “con le palle” (per usare un’espressione che odio ma rende l’idea, che qualcuno deve fare al tuo posto, come noi per marito e figli)

    auguri e buona continuazione, io aspetto ancora il momento 🙂


  27. Avatar aprile 3rd, 2007 alle 07:23 cochina63 ha detto:

    Pispa, ho aspettato anche io i 40 anni, anzi scrivere è stato il regalo che mi son fatta proprio per i 40 anni! Mia madre era pittrice e… lasciò, con tutto che faceva solo la casalinga, perché finiva sempre che se andava a una mostra, se cercava di frequentare l’ambiente mio padre la cazziava ché faceva tardi per l’ora di cena…Insomma, vinta dai sensi di colpa! Un peccato, a me i suoi quadri piacciono molto, dicono ciò che ha nel cuore (assai triste in verità) ed erano sicuramente una forma di terapia alla noia e alla pochezza della vita quotidiana insostituibile per lei. Remo parla di mondine vedo… e capisco, capisco che se fossi nata mondina sarei morta molto presto di fatica. Eppure ho come l’impressione che gli uomini di adesso, che gridano: ehi, io aito mia moglie, non abbiano ancora davvero idea di come le donne si sentono. Questa non è una rivendicazione femminista, ché io non lo sono affatto purtroppo,è una constatazione.Io son qui a scrivere, tra un paio d’ore monto a scuola, nel frattempo ho corretto (malamente?)(boh) un racconto e nella mia testa si agita frenetca l’idea che non ho ancora pulito il bagno e spazzato! mai visto mio marito, che pure ‘aiuta’ avere di questi problemi!(e cmq lui il bagno non lo pulisce e basta!). Passi da gigante, certo… le otto ore rivendicate dalle mondine… che poi, come noi, tornavano a casa e ce ne mettevano altre 4 di lavoro casalingo.La mente sgombra, libera per la creatività? nel dormiveglia al mattino, come scrissi in Risveglio da Dio…


  28. Avatar aprile 3rd, 2007 alle 08:14 sabrinamanca ha detto:

    Io ho la fortuna d’aver un compagno che dire disordinato è dargli del pignolo, che cucina e che quando gli dico – passa l’aspiratore o stendi la biancheria – brontolando, lo fa.

    Viviamo nel bordello più totale (scrive anche lui, e lo pagano pure), scriviamo e ci raccontiamo le idee l’un l’altro.

    Detto questo, nessuno a parte noi due (e a volte nemmeno io,) avrebbe il coraggio di metter piede a casa nostra senza preavviso.

    C’è chi ha tutte le fortune, no?


  29. Avatar aprile 3rd, 2007 alle 09:50 cochina63 ha detto:

    il punto come vedi è che tu, devi dirgli di passare l’aspirapolvere…

    riguardo al bordello pensa che io metto in ordine e quando vengono le persone dico: scusate, la signora delle pulizie deve venire domani….(immagina prima!)


  30. Avatar aprile 4th, 2007 alle 06:56 utente anonimo ha detto:

    ciao! ho ventitrè anni, vivo da sola (cioè, con dei coinquilini – cinque maschietti, per l’esattezza) da quasi 5 anni. scrivo da quando ho tredici, quattordici anni. ma ultimamente è diventato un casino: università, lavori part-time, lui che si trasferisce qua finchè non trova casa (a proposito, quando la trova? no, perchè sono due mesi e non mi sembra che la stia cercando…)insomma, mi sta davvero scoppiando il cervello. vorrei che una giornata durasse almeno trentasei ore. ma dubito che a sera non stramazzerei in terra.

    cmq, il primo commento mi ha fatto scompisciare!

    baci e in bocca al lupo

    vienimi a trovare anche su

    http://fortunata.splinder.com


  31. Avatar aprile 5th, 2007 alle 07:06 sabrinamanca ha detto:

    mi è venuto in mente questo post giusto ieri. Guardavo la tv col mio compagno, davano uno di quei programmi in cui uno psicologo aggiusta con due paroline tutti i drammi familiari.

    C’era una coppia che gestiva un agriturismo. Lui assolutamente ignavo, lei lavorava (ma a me non stava tanto simpatica).

    Beh, il mio compagno, di una pigrizia inarrivabile era indignato per l’atteggiamento dell’uomo e lo denigrava indignato. Io non potevo credere alla scena.

    Ancora non ci credo, perciò non ho tatto notare al mio compagno le “vaghe somiglianze” con il tele-vilipeso.

    Che vogliamo farci…


  32. Avatar aprile 5th, 2007 alle 07:10 cochina63 ha detto:

    ih ih… perché poi questi maschiotti moderni si sentono a posto, credono di fare molto più del loro dovere scendendo cane e spazzatura… Cmq io sono fortunata: il mio cucina pure, spesso (sarà perciò che ho perso il peso forma?m’è rimasta solo la forma… formosa!)


  33. Avatar aprile 5th, 2007 alle 08:06 utente anonimo ha detto:

    Ehi scrittrice……scendere non è transitivo!


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