Crea sito

Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

il quartetto italiano

aprile4

Reduce dal bel dvd in dotazione con Amadeus lascio a malincuore la Cavatina, (tagliata, ma perché? uff) per tornare al mondo reale. A parte la musica (ché questo quartetto è uno splendore in tutti i sensi: musicali, tecnici, morali) mi rimane il rimpianto di un’epoca non vissuta, quella della rinascita, dei sogni che si concretizzano, dell’ideale che pervade ogni cosa. Adesso c’è molto di più, è tutto più vario, ricco, disponibile eppure pare tutto sporco.

Un sogno: il disco d’oro spedito nello spazio che conteneva, tra l’altro, proprio la Cavatina suonata dal quartetto italiano. Cosa chiedere di più alla vita che essere mandati come ambasciatori agli alieni?

Stasera mio marito scriverà a Farulli per ringraziarlo di averci regalato ancora un bel momento.E per chi amasse il quartetto come formazione (e come non amarlo?) Borciani-Pegreffi-Rossi e Farulli restano ancora il massimo! Buon ascolto.

pubblicato nella/e categoria/e Musica
7 Commenti to

“il quartetto italiano”

  1. Avatar aprile 5th, 2007 alle 08:21 UomoMascarato ha detto:

    L’ ho letto! dovevo farlo prima o poi… cominciavo a sentirmi inadeguato…

    ciao

    R.R.


  2. Avatar aprile 5th, 2007 alle 08:37 cochina63 ha detto:

    cosa?


  3. Avatar aprile 5th, 2007 alle 08:37 UomoMascarato ha detto:

    come cosa??? “eraclito e il muro”

    R.R.


  4. Avatar aprile 5th, 2007 alle 08:47 cochina63 ha detto:

    ah! e me lo metti nel dvd del quartetto italiano… chi ci pensava!be’ grazie, aspetto un tuo commento dunque…


  5. Avatar aprile 5th, 2007 alle 09:07 utente anonimo ha detto:

    REQUIEM…

    Franco Rossi, violoncellista del Quartetto Italiano, instancabile didatta, è scomparso a Firenze: in segreto, senza clamore.

    Nel 1945 – a soli 24 anni – con Paolo Borciani, Elisa Pegreffi, Lionello Forzanti al quale, come violista, subentrerà l’anno successivo Piero Farulli, creò il Quartetto Italiano, la più alta espressione cameristica della nostra storia musicale. L’oggettività rigorosa del neo-classicismo si univa nelle loro interpretazioni alla sensibilità lirica, al calore del fraseggio, al dominio delle sfumature del suono, all’invenzione dell’istante imprevedibile al quale non era estraneo l’imperativo del suonare a memoria.


  6. Avatar aprile 5th, 2007 alle 12:31 cochina63 ha detto:

    e a memoria in quartetto suppongo sia davvero dura!


  7. Avatar aprile 5th, 2007 alle 12:32 cochina63 ha detto:

    a Farulli stamani abbiamo spedito la letterina


You must be logged in to post a comment.