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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

letteratura per ragazzi

febbraio10

Estrapolo da una discussione che sto facendo in un forum e che mi sta a cuore

"per i ragazzini invece, che cominciano a leggere, la letteratura per ragazzi è la scoperta dei buoni sentimenti e di figure, personaggi, in cui identificarsi. leviamo anche questo, in cerca d’un’originalità a tutti i costi, e ci ritroveremo degli adulti mostruosi (veramente già ce ne sono parecchi). la distinzione tra letteratura per ragazzi e per adulti non è una questione di forma! è proprio una questione di educazione ai sentimenti,è una questione di contenuti. la noia dell’adulto, nel ritrovare contrapposzioni note (buono-cattivo etc.) che c’entra, scusa? Mica devi leggerlo tu. Che l’adulto legga libri per adulti, che si rimarchino queste differenze: l’infanzia va protetta".

p.s. così la penso.

pubblicato nella/e categoria/e pensieri alieni
1 Commento to

“letteratura per ragazzi”

  1. Avatar febbraio 11th, 2007 alle 08:41 cochina63 ha detto:

    sempre dal forum:

    Inviato: Sab 10 Feb 2007 15:10 Oggetto:

    ——————————————————————————–

    io non ho detto che i buoni son buoni buoni e i cattivi, cattivi cattivi! Ma alla fine un bambino ha bisogno d’identificarsi con una delle figure, e cmq il problema non è neanche questo ma il messaggio che ricava dal libro e che, a mio avviso, non può essere di solo intrattenimento (altrimenti si compra un altro genere di libro: collage, bambole di carta, etc). per me la narrativa per l’infanzia è altamente educativa, le riconosco questo diritto-dovere su argomenti che non possono essere messi in dubbio da nessuna religione o tendenza generazionale. Se mia figlia da un libro ricavasse l’idea che far male agli animali è permesso,anzi divertente, perché questo piace molto ai bimbi crudeli di cui sopra, sì… per me quel libro è sbagliato. ovvio che ogni cosa va affrontata sul campo, parlarne in generale risulta incompleto e fuorviante. In ogni caso le fiabe e le favole non passano mai di moda e lo dimostrano le continue ristampe delle case editrici, io non le considero bugie dette al bambino; lui sa che non esistono e vuole crederci… proprio come a Babbo Natale. Il bello dell’infanzia è questo, lo sappiamo noi e lo sanno i bambini a loro modo


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