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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

Carofiglio

febbraio14

Oggi su rai 3 (che poi a mezzogiorno era in libreria a Messina) ha detto una cosa che mi ha stranito: ha detto che la scrittura "moralmente onesta" è quella che si serve delle parole essenziali (quindi semplici, scarne etc.). Io non sono d’accordo, per me l’uso delle parole fa parte dello stile non della moralità. Che ne pensate?

pubblicato nella/e categoria/e pensieri alieni
7 Commenti to

“Carofiglio”

  1. Avatar febbraio 14th, 2007 alle 18:44 utente anonimo ha detto:

    Se la moralità fosse solo nelle parole, ci sarebbe un mondo perfetto. Basta vedere gli annunci funebri: non c’è un defunto che non sia una gran brava persona!

    E poi sai come si dice: predica bene, ma razzola male.

    No, la moralità non c’entra con le parole, e chi ha detto questo è immorale culturalmente.

    Renzo


  2. Avatar febbraio 15th, 2007 alle 07:16 cochina63 ha detto:

    No, non credo. Credo volesse dire che se hai qualcosa di importante da dire la scelta giusta è nelle parole semplici, dirette, senza fronzoli. ma io non sono d’accordo, a me questa teoria del semplice a tutti i costi, del parlato quasi, mi annoia. Dipende dal libro,dipende dal personaggio, dipende dallo stile… e in ogni scelta può annidarsi la moralità o l’immoralità, cosa c’entra?Inoltre mi piace leggere bene, farmi colpire dalle frasi, dalle costruzioni, dalle metafore. A volte una frase fa un intero libro, condensa una filosofia. Per dire: sto leggendo Una barca nel bosco, e pur apprezzando la storia e i suoi significati a pag 100 già scoppio, non ne posso più dei pensieri di questo ragazzotto espressi, giustamente, con un linguaggio credibile per età etc.Il libro è giusto così, lo so, ma che noia però…mi viene voglia di saltare pagine intere…


  3. Avatar febbraio 15th, 2007 alle 07:35 utente anonimo ha detto:

    Cinzia, ho notato una cosa: oggi molti libri vengono scritti con lo stesso linguaggio del parlato e così finisce che inevitabilmente finiscono per l’annoiare.

    Renzo


  4. Avatar febbraio 15th, 2007 alle 07:41 utente anonimo ha detto:

    Non ho letto il libro, ma me ne ha parlato un mio amico, che ha gusti simili ai miei e ha una notevole preparazione culturale: ha rilevato quanto hai scritto tu, anzi secondo lui è un romanzo che, pur interessante negli intenti, non è riuscito, proprio per lo stile assai modesto dell’autrice.

    Renzo


  5. Avatar febbraio 15th, 2007 alle 10:17 utente anonimo ha detto:

    L’argomento lingua semplice è il cavallo di battaglia di chi non ha di solito un lessico forte. Mai sentita la frase “Una buona storia scritta male vale più di una mediocre scritta benissimo”? L’ideale sta nel mezzo, è un’ovvietà. Ma una lingua affascinante ti trascina e, a volte, quando è magica, dimentichi che stai leggendo una storia. Un libro scritto male lo abbandono subito. Anche se la storia è buona. Aspetto il film.

    buona giornata

    Elisabetta


  6. Avatar febbraio 15th, 2007 alle 12:31 cochina63 ha detto:

    concordo in pieno Elisabetta, però penso anche un po’ che sia una tendenza… democratica, se mi permetti la non assoluta attinenza del termine, e in ciò vedo il tirare in ballo la moralità.(altrimenti proprio non so che c’entra…)


  7. Avatar febbraio 15th, 2007 alle 18:28 vinavil ha detto:

    concordo con te


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