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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

racconti o romanzi

febbraio4

Stasera mi chiedevo: se alla gente le raccolte di racconti piacciono come mai si trova difficoltà a pubblicarle? In fondo proprio in tempi di velocità obbligate il racconto può soddisfare meglio del romanzo, ti lascia appagato. Questo per me è un mistero, cosa c’è che non va nelle raccolte? La mia domanda è interessata, di striscio ovvio, ché ne avrei un’altra pronta di raccolta, ma non mi decido a lavorarci su… non saprei a chi mandarla…

pubblicato nella/e categoria/e I miei libri
12 Commenti to

“racconti o romanzi”

  1. Avatar febbraio 4th, 2007 alle 22:40 cochina63 ha detto:

    e la prima se non è stata bruciata ci è molto vicino…


  2. Avatar febbraio 5th, 2007 alle 00:57 sambigliong ha detto:

    me lo chiedo anch’io. gli editori continuano a dire che i racconti non si vendono. che si siano autocondizionati l’un l’altro col passaparola?

    r.


  3. Avatar febbraio 5th, 2007 alle 08:13 cochina63 ha detto:

    Forse… d’altronde molti libri che alla gente piacciono non vengono acquistati dalle grandi case editrici; come ci fosse una sorta di cecità. Proprio oggi un’amica che ha appena letto entrambi i miei libri mi diceva che lei preferisce i racconti, proprio perché non ha tempo di leggere a lungo e per le caratteristiche insite nel genere, per la velocità con cui svelano i contenuti; forse aggiungo io anche per la lbertà d’immaginazione che lasciano al lettore rispetto a un romanzo in cui, per forza di cose, quasi tutto viene detto da chi scrive.


  4. Avatar febbraio 5th, 2007 alle 08:53 esteriade ha detto:

    Eppure in libreria di raccolte di racconti ne vedo. Sempre meno dei romanzi, sì, ma ci sono. (E purtroppo talvolta terribili)

    E’ un mistero davvero (soprattutto visto che nella maggior parte dei concorsi banditi da piccole case editrici in palio c’è giusto la pubblicazione in antologie. Bah!)

    L’altro giorno ho trovato il sito di una piccola casa editrice che pare punti proprio sulla rivalutazione del racconto nella narrativa italiana. Non ne so più di questo. Si chiama Altro Mondo Editore.

    Cinzia, fossi in te comunque non rinuncerei.

    ciao


  5. Avatar febbraio 5th, 2007 alle 09:02 cochina63 ha detto:

    Dici bene: piccola casa editrice, appunto. Andrò a curiosare… Cmq le antologie io non le amo, al contrario delle raccolte che cmq mi danno il senso dell’autore, come un romanzo.Ciao, baci.


  6. Avatar febbraio 5th, 2007 alle 09:03 utente anonimo ha detto:

    Beh raccolte di racconti di un unico autore hanno sempre avuto vita non facile. Un po’ meglio è la situazione per le antologie di novelle di diversi autori, circostanza anche questa inspiegabile.

    Renzo


  7. Avatar febbraio 5th, 2007 alle 09:48 esteriade ha detto:

    I racconti di Roveredo sono stati pubblicati dalla Bompiani, che piccola non è.

    La Einaudi (:P) ha pubblicato per esempio i racconti della Kristof, e anche quelli di Gioventù cannibale (Ammaniti, Nove, Pinketts eccetera) che è una raccolta di genere.

    Fernandel, che non è grande, ma neppure piccolissima, come Altro Mondo, ha pubblicato Se fossi Vera della Buschi.

    Pensa anche alla Marcos y Marcos, mi pare che raccolte di racconti ne pubblichi.

    Dai dai, facile non è, ma neppure impossibile :-)) tieni duro!


  8. Avatar febbraio 5th, 2007 alle 17:58 OraSesta ha detto:

    Ti confesso una cosa, Cinzia, ma acqua in bocca! 😉

    Faccio ‘na fatica a finire la maggior parte delle raccolte di racconti (antologie di aa.vv. o del medesimo autore)…

    Prima o poi (il più delle volte prima) capita un racconto che mi fa arrivare alla (sua) fine con una bella sensazione di… sazietà e per me il libro finisce lì. Che stupida cosa.

    Magari lo riprendo in mano a distanza di giorni, settimane, anni… per curiosità o per “dovere”.

    Ma quella faccenda della “lettura ad intermittenza”, sul tram, sui treni, giusto il tempo prima di addormentarmi… mah.

    Non salirei mai su un treno (nemmeno locale) con un libro di racconti in borsa.

    A volte i racconti sono infilati come perline di un rosario. Allora la cosa cambia.

    (Non sono una “lettrice professionista”, grazie al cielo.)

    Fine esternazione. Felice di avere così profondamente contribuito.

    :))


  9. Avatar febbraio 5th, 2007 alle 19:19 cochina63 ha detto:

    Est dipende, io son convinta per es, che chi legge poco in genere possa trovare la giusta dimensione nel racconto: assapora, non si stanca, cambia spesso panorama, legge in autobus, alle poste, in bagno. In ogni caso a me piace scriverli e leggerli anche se preferisco i romanzi; e in qualche modo penso che non sia facile fare un buon racconto, soprattutto se breve: hai pochissimo per rendere il tutto. A tal proposito sto leggendo (ancora, direte voi? sic… già, La puttana del tedesco, e pensavo che fossi stata l’editor il libro sarebbe uscito (forse) con 150 pagine al massimo. Insomma in un racconto la storia devi raccontarla in breve, tutta. C’è un suo fascino in ciò.


  10. Avatar febbraio 5th, 2007 alle 19:24 cochina63 ha detto:

    ovviamente dicevo a Orasesta, perdono…


  11. Avatar febbraio 5th, 2007 alle 19:52 utente anonimo ha detto:

    Est o Ovest?


  12. Avatar febbraio 6th, 2007 alle 08:53 cochina63 ha detto:

    ovviamente SUD


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