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Cinzia Pierangelini

Blog di una narratrice musicista

luglio11

C’è questa corrente, no? di letteratura blogger, sulla falsa riga di Allen, di comicità alla Zelig. Un po’ ironica, un po’ divertente, spesso un po’ tutta somigliante… Mi piace leggere un post ogni tanto, farmi strappare un sorriso… ma adesso che vengono pubblicati libri com’è? Voglio dire che il fascino del blog è anche il blog… ma su carta?

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10 Commenti to

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  1. Avatar luglio 11th, 2006 alle 13:51 micionero ha detto:

    Su carta…non è oggi IL GRAN GIORNO? che ci fai qui?

    Un abbraccio grande


  2. Avatar luglio 11th, 2006 alle 13:57 cochina63 ha detto:

    no no… pare sia il 18! cmq oggi è un gran giorno: scriverò il mio primo giallino (racconto), veramente se ci fosse un registra-cervelli l’avrei già scritto tutto sdraiata sul letto a riposare…ora mi tocca rimetterlo insieme da sveglia!


  3. Avatar luglio 11th, 2006 alle 19:03 utente anonimo ha detto:

    Ho già ritoccaro nelle News l’11 in 18 e spero che questa data sia quella effettiva.

    Renzo


  4. Avatar luglio 11th, 2006 alle 21:34 utente anonimo ha detto:

    pure io.

    coca


  5. Avatar luglio 11th, 2006 alle 22:30 DanieleBurzi ha detto:

    Già esiste il “cazzeggio” su carta (Litizzetto, mezza compagnia di Zelig, etc.). Ed è sempre esistito il “cazzeggio” su carta. Basta che sia fatto alla grande, il “cazzeggio” va bene sia su blog che su carta, secondo me.

    Solo che nel 99% dei casi, come è normale, non è fatto alla grande. E’ solo fatto benino. Il che non guasta, ma non si può pretendere che lasci il segno. Uno può pure pubblicare; è avere pretese che trovo sbagliato.


  6. Avatar luglio 11th, 2006 alle 22:58 cochina63 ha detto:

    Tu hai pubblicato dal blog se non erro, dunque dicci… Io non credo sia solo questione di cazzeggio, io vedo un tipo di scrittura che si somiglia e magari a modo suo è seria. mi sembra una grande tendenza ecco, come un contagio (non nel senso spregiativo del termine)che si sia diffuso da un blog all’altro portandosi dietro una scrittura con delle caratteristiche precise, tutte un po’ uguali. Direi che mi pare un fenomeno in evoluzione che rischia di far tendenza e un nuovo strano mercato effimero… direi, in realtà non ho riflettuto molto. Dicci di te, della tua esperienza. Di cosa parla il tuo libro?


  7. Avatar luglio 11th, 2006 alle 23:22 DanieleBurzi ha detto:

    Il mio libro parla del fatto che nel 2084 ci si può vendere il voto alle elezioni (anzi la cosa è incoraggiata), perchè così l’economia gira e si incrementa la crescita del prodotto interno lordo. Oppure del fatto che i grossi scontri ideologici tra destra e sinistra riguardano il tipo di tappezzeria da usare per i sedili di Montecitorio. Ma, in realtà, il libro è nato molto prima del mio blog.

    Su questa “tendenza all’effimero” (che esiste anche nei blog, ma è ovunque) io penso una cosa molto banale. C’è una porzione enorme di verità (e anche di emozioni) che si nasconde dietro le risate. La risata non è, poi, un fenomeno (euristico, azzardarei) così effimero. D’altronde, dopo tutte le pippe del XX secolo sul pensiero negativo e il pensiero debole, diventa normale essere un po’ scettici nei confronti di chi si prende sul serio.

    E anche il dolore…

    Certe volte penso che non c’è tempo a sufficienza per adagiarsi sul dolore (“rimozione!”, ammonirebbe lo psicoterapeuta). Ce n’è talmente tanto in giro ed è una parte così intima e fondamentale delle cose, che mettersi pure a rappresentarlo suona un po’ come rivoltare il coltello nella piaga. Ecco, forse questa “tendenza all’effimero” è una disperata ricerca di verità dietro le nostre maschere logiche e convenzionali. Ed è una specie di ammissione nevrotica (la risata è un fatto nervoso, innanzitutto) che il dolore è un fatto irrimediabilmente immanente e non può esser davvero vinto. Può solo essere momentaneamente esorcizzato abbandonandosi al cazzeggio.

    La civiltà del cazzeggio, inteso come supremo momento di conoscenza e risoluzione dei grandi interrogativi etici: d’altronde anche Einstein era uno che cazzeggiava moltissimo.

    Un’intera teoretica e una filosofia morale basata sull’elogio del cazzeggio.

    Tanto poi passerà, prima o poi.


  8. Avatar luglio 12th, 2006 alle 04:37 pentlon ha detto:

    Il dolore non può essere vinto nè va esorcizzato. Semplicemente accettato. La vita è dolorosa e la stessa felicità, che esiste, è dolorosa. Per questo, quando si presenta non la riconosciamo. Ci confonde il dolore che essa contiene. Poi mi piacerebbe che qualcuno mi spiegasse cosa vuol dire la parola “cazzeggio”. Thanks

    Ops! Escuse me: ciao, cochina.


  9. Avatar luglio 12th, 2006 alle 06:35 DanieleBurzi ha detto:

    “Cazzeggio”: atteggiamento scanzonato e tendenzialmente demenziale consistente nell’assumere contegni ridicoli e nell’espremiersi in modo divertente anche (e soprattutto) in contesti istituzionalmente seri. Esempio di cazzeggio: il notissimo fisico Albert Einstein, ripreso da un fotografo che vuole immortalarlo nella sua qualità di massimo “pensatore” del XX secolo, si volge verso l’obiettivo e fa la linguaccia.


  10. Avatar luglio 12th, 2006 alle 07:45 cochina63 ha detto:

    Daniele sono piuttosto d’accordo con ciò che dici, infatti il mio stupore non riguarda argomenti e annessi e connessi, ma lo stile per così dire. Intrigante la prima volta appunto per la sua giocosità ma che poi sono andata riscontrando un po’ troppo spesso ecco.Insomma ho l’impressione che estrapolati dai blog d’appartenenza tutti questi testi diventino senza autore (non so se riesco a spiegarmi). Cmq continuerò a pensarci Daniele e leggerò il tuo libro!

    Pentlon il dolore va accettato, vero… io non ci riesco quasi mai, in genere davanti al vero dolore sono io che dovrei essere esorcizzata…


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